Vedere una squadra di Serie B in Europa è un’ipotesi prevista dal regolamento, a una condizione precisa e con un passaggio burocratico spesso trascurato. Nell’edizione 2026/27, del resto, Cremonese, Palermo e Hellas Verona hanno raggiunto gli ottavi di finale, mentre il Mantova ha eliminato la Lazio già nei trentaduesimi.

L’unica porta è la Coppa Italia
Il campionato cadetto non assegna posti europei: quelli legati alla classifica spettano alle formazioni di Serie A. La sola strada percorribile è la Coppa Italia, che dal 2021/22 mantiene la stessa formula a 44 squadre: le 20 di Serie A, le 20 di Serie B e quattro club di Serie C. Il tabellone è di tipo tennistico e segue il ranking della stagione precedente. Le prime otto della Serie A entrano direttamente agli ottavi e giocano in casa la gara secca, mentre le semifinali sono l’unico turno con andata e ritorno. La finale dell’edizione in corso è in programma il 19 maggio 2027 allo Stadio Olimpico.
Chi alza il trofeo si qualifica all’Europa League della stagione successiva. Per una squadra di Serie A il posto può scalare in classifica, se la vincitrice è già qualificata tramite il campionato. Per una cadetta questo scenario non esiste: la vittoria in finale vale direttamente il pass europeo. Oltre al valore economico della Coppa Italia per un club di Serie B, fatto di premi, incassi e visibilità, in palio c’è quindi un accesso che nessun’altra competizione nazionale può offrire.
Il nodo della licenza UEFA
Il risultato del campo, però, non basta. Per partecipare alle coppe europee ogni club deve ottenere la Licenza UEFA, rilasciata in Italia da una commissione federale sulla base di requisiti sportivi, legali, infrastrutturali, organizzativi ed economico-finanziari. Non si tratta di un documento riservato alla massima serie: per la stagione 2025/26 la FIGC ha concesso la licenza anche a Cremonese e Sassuolo, allora in Serie B. Per il 2026/27, invece, l’elenco comprende soltanto diciotto società di Serie A.
Se una squadra di categoria inferiore si qualifica senza aver affrontato il percorso ordinario, i regolamenti UEFA prevedono una procedura straordinaria. La federazione presenta la richiesta per conto del club e l’UEFA può concedere un’autorizzazione speciale, valida solo per quella società e per quella stagione. In caso di mancato rilascio, il manuale federale delle licenze assegna il posto all’altra finalista, purché in regola.
I precedenti: dal Napoli di Pesaola all’Atalanta di Mondonico
Napoli 1962, l’ultima Coppa Italia di una cadetta
Il 21 giugno 1962, all’Olimpico, il Napoli allenato da Bruno Pesaola superò 2-1 la SPAL, dopo aver eliminato in trasferta Torino e Roma. Resta l’ultima squadra di seconda divisione capace di vincere la Coppa Italia. Nella stessa stagione gli azzurri conquistarono anche la promozione, chiudendo alle spalle del Genoa. Ci sono andate vicino, da cadette, anche il Palermo nel 1974 e nel 1979 e l’Ancona nel 1994, tutte sconfitte in finale.
Atalanta 1987/88, una semifinale europea dalla B
Il caso più clamoroso riguarda l’Atalanta. Nel 1987 i nerazzurri persero la finale di Coppa Italia contro il Napoli campione d’Italia e, nella stessa annata, retrocessero in Serie B. Con il Napoli destinato alla Coppa dei Campioni, il posto in Coppa delle Coppe passò alla finalista sconfitta. La squadra di Emiliano Mondonico disputò così la stagione 1987/88 tra cadetteria ed Europa, arrivando fino alla semifinale contro il Malines, poi vincitore del trofeo. I belgi si imposero 2-1 sia all’andata sia al ritorno, giocato a Bergamo il 20 aprile 1988.
Quel cammino è ancora oggi il miglior risultato europeo di un club non iscritto alla massima serie, e a fine stagione arrivò anche la promozione. Il meccanismo che lo rese possibile, però, non esiste più: la finalista perdente oggi non eredita il posto, salvo il caso di mancata licenza della vincitrice.
FAQ
Se una squadra di Serie B vince la Coppa Italia va in Europa League?
Sì. La vincitrice della Coppa Italia si qualifica all’Europa League della stagione successiva, ma deve ottenere la Licenza UEFA, anche attraverso la procedura straordinaria prevista per i club che non militano nella massima serie.
