Il Palermo ribalta il Padova al Barbera sotto la pioggia e chiude il primo ciclo di cinque giornate da capolista solitario, a quota 13 punti. Dopo un avvio in salita, con i biancoscudati avanti dopo pochi minuti, i rosanero cambiano faccia nella ripresa e decidono la gara con la doppietta di Vavassori, entrambe le volte su assist di Johnsen. Il Padova esce senza punti ma con una prestazione convincente e con un uomo in meno nel finale. Di seguito la nostra analisi tattica per il match Palermo-Padova.

I moduli: 4-2-3-1 contro 3-5-2
Filippo Inzaghi ha schierato il suo 4-2-3-1: Fortin in porta, Pierozzi, Bani, Ceccaroni e Augello in difesa, Ranocchia e Segre a protezione della linea, Vavassori, Palumbo e Johnsen alle spalle di Pohjanpalo.
Antonio Calabro ha risposto con il 3-5-2: Sorrentino tra i pali, Dellavalle, Lovato e Pastina nel terzetto arretrato, Capelli e Cocchi sulle corsie, Giunti, Zuelli e Fusi in mezzo, Seghetti e Moro davanti.
Dal punto di vista tattico, il Padova provava a togliere spazio alla trequarti avversaria con cinque uomini a centrocampo e a sfruttare la coppia d’attacco nelle ripartenze e sulle palle inattive. Il Palermo, con tre trequartisti e due mediani, cercava invece di imporre il possesso e di alzare il baricentro.
Il Padova approfitta di un Palermo disordinato nel primo tempo
La partenza è tutta ospite. Già al 3′ Fortin è chiamato a deviare in angolo, e al 7′ arriva il vantaggio: sviluppo di calcio d’angolo, tiro non pulito di Moro dal limite che trova casualmente Pastina, tutto solo con la linea difensiva rosanero alta. L’arbitro Di Bello annulla per fuorigioco, ma il VAR fa cambiare la decisione e il gol viene convalidato. Lo stesso Inzaghi lo ha definito fortuito, pur ammettendo che la squadra era partita senza la consueta forza e in modo disordinato.
Il Palermo reagisce a fatica. Alza il pressing, ma per larghi tratti concede troppo. La prima vera occasione è di Vavassori al 19′, il suo diagonale trova un ottimo Sorrentino. Nel finale di tempo la pressione cresce: Palumbo sfiora il pari di testa e al 44′ arriva l’1-1, con Johnsen che serve Vavassori e questi batte Sorrentino.
Nel primo tempo, sul piano dei duelli, il Padova ha tenuto bene il campo: cinque uomini in mezzo hanno reso difficile la costruzione dal basso rosanera e gli ospiti hanno spaventato più volte la difesa siciliana.
La reazione del Palermo nella ripresa
Smette di piovere e il Palermo rientra con un altro passo. Inzaghi cambia subito due uomini, Cassandro e Magnani per Pierozzi, ammonito nel primo tempo, e Bani. Si abbassa la pressione ospite e i padroni di casa guadagnano metri, con il baricentro più alto e il Padova costretto a difendersi. Calabro prova a ridare freschezza inserendo Di Mariano per Seghetti al 53′, poi Carissoni e Lasagna per Cocchi e Moro al 69′. Inzaghi risponde con Estevez per Ranocchia al 66′, Gomes per Segre al 75′ e Gabrielloni per Pohjanpalo all’82′.
Il gol decisivo arriva all’83′, ed è una giocata individuale su preparazione di squadra: Johnsen imbuca dalla sinistra, Vavassori si aiuta col tacco per portarsi il pallone sul sinistro, aggira Pastina e batte Sorrentino. È la ventesima uscita dello stesso schema, ma qui ben eseguito: l’assist di Johnsen è stato il vero lasciapassare per tutta la ripresa.
Nel finale il Padova resta in dieci: al 90′ Carissoni ferma Vavassori lanciato a rete e Di Bello estrae il rosso per chiara occasione da gol.
Le conclusioni sul match
I numeri raccontano una gara più equilibrata di quanto dica il risultato: possesso 52,8% contro 47,2% per il Palermo, tiri totali 22 a 20, ma tiri in porta 8 a 5. Il Padova ha battuto 11 calci d’angolo contro i 7 rosanero e ha finito con cinque fuorigioco a carico, un segnale della linea alta del Palermo e della fatica con cui gli ospiti hanno tentato di uscirne.
Il Palermo si conferma squadra capace di vincere anche quando non brilla, con una rosa profonda e due esterni offensivi, Johnsen e Vavassori, che diventano decisivi anche nelle serate storte. Inzaghi ha parlato di partenza con poca forza e ha ribadito che per vincere il campionato serviranno 80 punti, sottolineando che la squadra deve ancora migliorare.
Il Padova lascia il Barbera con zero punti ma con la sensazione di aver messo in difficoltà una diretta candidata alla promozione. Calabro ha rivendicato la bontà dell’avvio e ha lodato la prestazione dei suoi. I veneti restano a 7 punti, dopo aver battuto il Pisa alla prima e l’Ascoli sette giorni fa. Ora la sosta per le nazionali, che permetterà a entrambe di recuperare energie.
