Dopo l’addio di Fabrizio Castori, il Sudtirol ha scelto di affidarsi a Davide Possanzini, arrivato il 1° luglio 2026 con un contratto biennale fino al 2028. Marchigiano, nato a Loreto nel 1976, Possanzini ha costruito la propria carriera da allenatore seguendo Roberto De Zerbi come vice a Foggia, Palermo, Benevento e Sassuolo, per poi affiancarlo anche sulla panchina dello Shakhtar Donetsk, dove ha vinto la Supercoppa d’Ucraina. Un percorso che ne ha plasmato profondamente la filosofia di gioco, prima di intraprendere la carriera da primo allenatore al Mantova, portato dalla Serie C alla salvezza in Serie B con un calcio riconoscibile e apprezzato. Andiamo quindi a fare un analisi tattica di Possanzini.

Fase difensiva: pressing organizzato e diagonali strette
Guardando al recente passato al Mantova, si può intuire come Possanzini vorrà impostare la fase di non possesso della sua nuova squadra.
Il centrocampo tende a disporsi su due linee ravvicinate e, quando il pallone arriva sull’esterno, il terzino di riferimento esce con decisione in pressione, supportato in modo sistematico dal raddoppio dell’esterno offensivo di zona.
Il pressing è quindi orientato sul lato palla, con l’esterno opposto che si stringe a protezione del centrocampo in caso di cambio di gioco.
In fase di costruzione avversaria centrale, la linea difensiva è chiamata a lavorare a uomo nella propria zona di competenza. Quando, invece, l’azione si sposta sulle corsie laterali, la squadra si dispone su una diagonale difensiva lunga: il terzino esce sul portatore di palla, mentre i due centrali e il terzino opposto convergono verso il centro a protezione della porta.
Applicato al Sudtirol, questo significa che i terzini e gli esterni a disposizione di Possanzini, su tutti El Kaouakibi, Kofler e i nuovi innesti, dovranno avere una buona capacità di lettura degli spazi da coprire e grande reattività nell’uno contro uno.
I centrali, con Veseli e il neo-arrivato Varnier come riferimenti, saranno invece chiamati a scalare rapidamente per non lasciare campo libero alle spalle della linea difensiva.
Rispetto all’era Castori, più votata al pragmatismo e a una fase difensiva bassa, ci si attende quindi una squadra disposta ad accettare maggiori rischi, pressando più in alto e cercando di riconquistare il pallone vicino alla trequarti avversaria.
Fase offensiva: possesso, ampiezza e superiorità sugli esterni
È in fase offensiva che emerge maggiormente l’identità di Possanzini.
Il principio cardine, non appena recuperato il pallone, è quello di giocare in verticale, portando rapidamente più uomini possibile ad attaccare la linea difensiva avversaria.
Non un calcio fatto di solo palleggio sterile, quindi, ma un possesso funzionale ad accelerare l’azione quando si apre lo spazio giusto.
Nella costruzione dal basso, la squadra cerca sistematicamente di occupare il campo sulle fasce per creare superiorità numerica e attirare gli avversari verso la zona palla, per poi cambiare rapidamente gioco verso il lato più libero.Qui diventano decisive le qualità degli esterni nell’uno contro uno.
Gli esterni bassi fissano l’ampiezza senza necessariamente essere i finalizzatori dell’azione, mentre l’ampiezza garantita dagli esterni serve anche a liberare il canale centrale, dove i trequartisti possono agire da rifinitori o da finalizzatori.
Rispetto al Sudtirol degli ultimi anni, più diretto e verticale fin dall’impostazione, ci si aspetta quindi una squadra che proverà a giocare maggiormente con il pallone tra i piedi, accettando qualche rischio in costruzione in cambio di una maggiore qualità della manovra.
I giocatori chiave per la nuova stagione
Sul mercato, il SudTirol ha lavorato seguendo un profilo definito, puntando su innesti mirati più che su una rivoluzione totale della rosa. Tra i movimenti principali figurano l’esterno Vasco Lopes, arrivato a titolo definitivo dal Radomiak Radom, il difensore Marco Varnier, preso da svincolato dalla Juve Stabia, e diversi prestiti dal Bologna, tra cui il centrocampista Niklas Pyyhtiä. A questi si aggiunge l’arrivo in prestito del portiere Alessandro Plizzari dal Venezia.
Sul fronte delle cessioni, la più significativa resta quella del difensore Andrea Giorgini, passato alla Juve Stabia.
