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Calciomercato seconde serie europee: quanto spende davvero la Serie B

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Il calciomercato delle seconde serie europee viene raccontato spesso come un mondo omogeneo, fatto di prestiti, parametri zero e operazioni di piccolo cabotaggio. I numeri dell’ultima stagione restituiscono invece cinque economie che si muovono su piani distanti tra loro, con il calciomercato in Serie B in una posizione di mezzo che merita di essere letta per intero.

Il quadro della stagione 2025/26

Nel 2025/26 i venti club cadetti hanno investito circa 72 milioni di euro in cartellini e ne hanno incassati quasi 122 dalle cessioni, chiudendo con un attivo di una cinquantina di milioni. È un volume che colloca la Serie B al secondo posto tra le seconde divisioni europee, davanti a Spagna, Francia e Germania, anche se la distanza dalla Championship resta di un altro ordine di grandezza: le ventiquattro società inglesi hanno speso circa 430 milioni, incassandone oltre 520.

Alle spalle della cadetteria italiana il gruppo si compatta su cifre contenute. La LaLiga2 spagnola si è fermata attorno ai 46 milioni di spesa, la Ligue 2 francese ha superato di poco i 37, la 2. Bundesliga tedesca è rimasta sotto quota 33. Rapportando i totali al numero delle partecipanti, la spesa media inglese sfiora i 18 milioni per club, quella italiana scende a 3,6 milioni, mentre negli altri tre campionati oscilla tra 1,8 e 2,1 milioni.

Il paracadute che gonfia il mercato inglese

Per capire da dove arrivi la potenza di fuoco della Championship conviene guardare al meccanismo di sostegno alle retrocesse, perché è lì che si genera quasi tutta la differenza. Un club appena sceso dalla Premier League incassa nel primo anno circa 49 milioni di sterline, che nella stagione successiva calano attorno ai 40, e quelle risorse finiscono in larga parte tra monte ingaggi e acquisti.

Il campionato 2026/27 accoglie Wolverhampton, Burnley e West Ham, tre piazze che portano in seconda divisione bilanci costruiti nel massimo campionato inglese e che condizioneranno il livello dei prezzi anche per le altre ventuno.

In Italia lo stesso strumento esiste da tempo, con un impatto però incomparabile. Il monte complessivo del paracadute vale 60 milioni di euro, ripartiti per fasce: 10 milioni a chi ha disputato una sola stagione in Serie A, 15 a chi ne ha giocate due nelle ultime tre, 25 a chi ne ha almeno tre nelle ultime quattro. Quest’anno Cremonese, Pisa e Hellas Verona si dividono complessivamente 45 milioni, dai quali va poi dedotto il 10% che le società versano alla Lega B. In sostanza una singola retrocessa inglese dispone di più risorse dell’intero fondo italiano ripartito su tre club.

Una cadetteria che vive di cessioni

Il tratto distintivo della Serie B emerge dal segno del saldo, positivo ormai da diverse stagioni. Nel 2024/25 l’attivo aveva superato i 67 milioni, frutto di quasi 78 milioni di uscite e di oltre 146 milioni di entrate, mentre nel 2025/26 si è ridotto a una cinquantina di milioni con la spesa complessiva in calo. È player trading applicato per necessità: con un fatturato aggregato che nel 2023/24 si è fermato a 473 milioni, sei volte inferiore a quello della Serie A, la valorizzazione dei cartellini resta la leva principale per tenere in equilibrio i conti.

La Championship ha imboccato la direzione opposta e ha alzato l’asticella per tre stagioni consecutive, passando dai 266 milioni di spesa del 2023/24 ai 377 del 2024/25, fino ai 430 dell’ultima annata.

CALCIO - Serie B - Pescara Calcio vs UC Sampdoria Pescara, Italy, April 11, 2026: Lorenzo Insigne of Delfino Pescara 1936

Quello che racconta l’estate 2026

La finestra in corso conferma il modello. Al 23 luglio i club di Serie B avevano speso circa 37 milioni e ne avevano incassati quasi 47, con l’operazione più pesante che è ancora una volta una cessione: il Pisa ha ceduto Rafiu Durosinmi al Genk per 10,5 milioni più bonus, trattenendo il 10% sulla futura rivendita e firmando la vendita più remunerativa della propria storia, superiore a quella di Lucca nel 2024.

Sul fronte degli acquisti il colpo più rumoroso della cadetteria è arrivato senza un esborso di cartellino rilevante, perché la Sampdoria ha tesserato Lorenzo Insigne a titolo definitivo dopo la retrocessione del Pescara, con un contratto annuale più opzione. Comprare con prudenza, vendere bene e completare la rosa con profili a costo contenuto resta il modo in cui la Serie B costruisce le proprie stagioni, e la differenza con l’Inghilterra nasce da qui prima ancora che dal campo.

26 Luglio 2026

Jacopo Giuccioli

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