Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Giacomo De Pieri. Esterno offensivo dell’Ascoli, di proprietà dell’Inter, è uno dei profili più attesi della prossima stagione in cadetteria. Il classe 2006 arriva con già una stagione di Serie B sulle spalle, divisa tra due piazze diverse, e con un bagaglio di esperienze che a diciannove anni in pochi possono vantare.

Il percorso di Giacomo De Pieri
Nato il 29 dicembre 2006 a Casale sul Sile, in provincia di Treviso, De Pieri ha iniziato nei campi dell’oratorio locale prima di passare alla Liventina Opitergina, società satellite dell’Inter che lo ha segnalato a quattordici anni, e quindi al centro sportivo di Appiano Gentile. Nel percorso giovanile nerazzurro ha bruciato le tappe: miglior marcatore tra gli Under 16, poi 14 reti e 9 assist con l’Under 17, e nella stagione 2024/25 lo Scudetto Primavera con 9 gol e 5 assist in 45 presenze, inserito nella Top 11 del campionato.
Il 29 gennaio 2025 è arrivata la Champions League, Simone Inzaghi lo ha mandato in campo a San Siro nel quarto d’ora finale contro il Monaco, partita vinta per 3-0, regalandogli un esordio in prima squadra che a diciotto anni in pochi possono vantare. In UEFA Youth League ha aggiunto 2 reti e 4 assist in 9 gare. Ha indossato ogni maglia delle Nazionali giovanili azzurre, dall’Under 16 fino all’Under 20.
Nella stagione 2025/26 ha vissuto il suo primo anno completo tra i professionisti diviso tra due squadre di Serie B: sei presenze con la Juve Stabia da agosto a dicembre, con una rete contro il Padova e un gettone in Coppa Italia; poi undici apparizioni con il Bari nel girone di ritorno e nei playout, quattro delle quali da titolare.
Le qualità tecniche di De Pieri
De Pieri è un ala destra di 174 centimetri, mancino naturale, dettaglio che lo rende imprevedibile quando parte dalla sua corsia naturale per accentrarsi. Il piede invertito è la sua arma principale, la sua tendenza a convergere verso il centro per calciare con il mancino lo rende difficile da leggere per i terzini avversari, costretti a coprire sia l’eventuale cross che il tiro in porta.
Il primo aspetto molto positivo è il dribbling, già tra gli Under 17 e l’Under 18 aveva realizzato 32 gol, numeri che raccontano non solo un fiuto per la porta ma anche la capacità di superare l’uomo nello stretto e di arrivare alla conclusione in spazi ridotti.
Il secondo aspetto riguarda invece la duttilità. Sa giocare da ala sinistra a piede invertito, da trequartista centrale e all’occorrenza da seconda punta. Una flessibilità che, in una squadra neopromossa come l’Ascoli che dovrà adattarsi rapidamente alla categoria, riduce i rischi legati all’adattamento e aumenta le opzioni tattiche dell’allenatore.
I punti su cui deve lavorare
L’anno passato, diviso tra Juve Stabia e Bari, gli ha dato minutaggio importante ma frammentato, aspetto su cui chiaramente si può lavorare. Le sole sei presenze nella prima parte, undici nella seconda, senza mai avere il tempo di costruire un’identità stabile dentro una rosa e dentro un sistema di gioco. All’Ascoli avrà presumibilmente la possibilità di lavorare con una sola squadra per tutta la stagione, e sarà da quella continuità che si misurerà il salto vero.
Il secondo punto fisiologico, riguarda la fase difensiva, essendo un’ala che parte da destra a piede invertito tende a ragionare prevalentemente in avanti, e i numeri delle prime esperienze in B non raccontano ancora un contributo rilevante nella fase di non possesso.
In Serie B, dove le squadre lavorano molto sulla pressione e sull’aggressione della palla, un esterno deve essere disposto a fare anche il lavoro sporco. È un aspetto che si costruisce con l’esperienza e con la ripetizione, ma che ad oggi resta il margine più concreto su cui De Pieri deve crescere.
