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C’è un prima e un dopo Protti nel calcio italiano

La scomparsa dell’ex attaccante, morto a causa di un tumore, lascia un vuoto enorme non soltanto nelle piazze che lo hanno amato, ma nell’intero movimento calcistico italiano. Perché Protti non è stato semplicemente un grande bomber: è stato uno di quei giocatori capaci di cambiare la percezione di ciò che era possibile fare lontano dalle grandi squadre.

La carriera di Protti

Negli anni Novanta, quando le classifiche marcatori erano spesso dominate dai campioni dei club più ricchi, lui riuscì a ribaltare le gerarchie. Nel 1995-96 diventò infatti capocannoniere della Serie A con la maglia del Bari, segnando 24 reti. Un’impresa resa ancora più straordinaria da un dettaglio che nessuno è mai riuscito a replicare: il Bari retrocesse a fine stagione. Ancora oggi Protti resta l’unico giocatore nella storia del campionato italiano ad aver vinto la classifica marcatori di Serie A con una squadra poi retrocessa.

Eppure, la sua carriera non era stata quella di un predestinato. L’esordio in Serie A arrivò infatti soltanto a 27 anni, un’età in cui molti attaccanti hanno già raggiunto il proprio apice. Protti, invece, stava iniziando a scrivere la parte più bella della sua storia.

Dopo l’exploit con il Bari arrivarono le esperienze con Lazio e Napoli, ma il suo percorso non seguì la strada più semplice. Anziché restare aggrappato alla massima serie, ripartì dalle categorie inferiori, diventando il simbolo di un Livorno che sognava di tornare grande.

Con gli amaranto vinse per due stagioni consecutive la classifica cannonieri della Serie C1 (2000-01 e 2001-02), trascinando il club verso la promozione. L’anno successivo si ripeté anche in Serie B, conquistando un altro titolo di capocannoniere e riportando il Livorno nella massima serie dopo oltre mezzo secolo di attesa.

Anche quel traguardo portava la sua firma. I numeri raccontano bene la grandezza di Protti. Insieme a Dario Hübner è l’unico calciatore della storia ad aver vinto la classifica marcatori in Serie A, Serie B e Serie C1. Ma c’è un altro record che rende ancora più speciale la sua carriera: è l’unico giocatore nella storia della Serie B ad aver conquistato il titolo di capocannoniere dopo aver compiuto 35 anni.

Protti dimostrò che si poteva diventare il miglior marcatore d’Italia anche indossando la maglia di una provinciale, aprendo idealmente la strada a tanti attaccanti che negli anni successivi sarebbero riusciti a imporsi partendo da realtà lontane dai riflettori.

Il messaggio d’addio di Protti

Nel messaggio lasciato alla famiglia e ai tifosi, condiviso dopo la sua scomparsa, c’è forse il riassunto più bello di ciò che è stato Igor Protti:

“Questo splendido viaggio, come ogni partita, è arrivato al fischio finale. Difficile trovare parole che possano spiegarlo. L’unica cosa che posso fare è ringraziare la mia grande e meravigliosa famiglia che ho adorato. Tutte le persone che mi hanno voluto bene e che mi sono state vicino, tutti i tifosi delle squadre nelle quali ho giocato per l’affetto e l’amore sempre dimostratomi e totalmente ricambiato. Sperando che sia un arrivederci e non un addio.”

Ci sarà sempre un prima e un dopo Igor Protti nel calcio italiano.

19 Giugno 2026

Tancredi Cattone

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