La vigilia di Juve Stabia-Spezia ha restituito due letture diverse della stessa partita. Da una parte Ignazio Abate ha insistito sulla maturità del gruppo e sulla necessità di affrontare una gara sporca e fisica senza perdere identità. Dall’altra Roberto Donadoni ha messo al centro l’urgenza dei punti, la gestione dell’equilibrio tra le due fasi e la convinzione con cui lo Spezia dovrà entrare nella volata finale del campionato.
Le parole su Juve Stabia-Spezia
Il tecnico ha sottolineato come la Juve Stabia arrivasse alla sfida dopo una prestazione solida sul piano dell’organizzazione e della compattezza, ribadendo che la squadra non doveva farsi trascinare dall’ansia del risultato ma continuare a ragionare sulla qualità della prova. Nella sua lettura, il punto chiave era restare dentro la partita con attenzione alta e buona gestione delle energie. Nella parte finale della conferenza, Abate si è soffermato sulla necessità di sapersi adattare a gare meno brillanti da un punto di vista tecnico, ma più fisiche.
Sul lato Spezia, Donadoni ha portato invece la vigilia su un terreno più legato alla necessità immediata di fare punti. Dopo il pareggio con l’Empoli e le polemiche sull’episodio del rigore finale, il tecnico ha chiesto alla squadra di trasformare rabbia e frustrazione in energia utile, evitando di disperdere forze mentali su ciò che era già passato. In questa fase del campionato non contava tanto l’avversario di turno, quanto la capacità dello Spezia di trovare equilibrio tra fase offensiva e fase difensiva.
Il tecnico infine, ha spiegato che la squadra aveva lavorato per recuperare energie e ha aperto alla possibilità di utilizzare Lapadula a gara in corso, segnalando inoltre il probabile rientro, nelle settimane successive, di altri elementi importanti.

