La Sampdoria ha ritrovato una vittoria dal peso specifico importante, oltre il semplice 2-1 finale contro l’Avellino. Al Ferraris, i gol di Brunori e Palma hanno premiato una prestazione in cui i blucerchiati non hanno cercato di dominare la gara attraverso il possesso, ma attraverso la qualità delle giocate nelle zone decisive del campo. Più che controllare il pallone a lungo, la squadra ha controllato meglio gli spazi e le situazioni offensive, in particolare sulla trequarti offensiva.

L’analisi su Sampdoria-Avellino
Schierata con il 4-2-3-1, la Sampdoria ha lasciato all’Avellino una quota maggiore di possesso, ma ha saputo essere più concreta e più pericolosa. Il dato del possesso palla, 47,4% contro il 52,6% degli ospiti, va letto insieme agli altri numeri: 10 tiri contro 3, 9 calci d’angolo contro 3, 21 tocchi in area avversaria contro 13 e 6 passaggi chiave contro 3. L’Avellino ha palleggiato di più, ma la Sampdoria ha trasformato meglio recuperi, seconde palle e giocate laterali in situazioni offensive concrete.
Anche il primo tempo, chiuso sullo 0-0, aveva già indirizzato la lettura tecnica del match. La Sampdoria aveva prodotto il primo segnale significativo già all’11’, con una conclusione di Begic respinta. Nel corso della prima frazione aveva costruito pressione soprattutto attraverso cross, palle inattive e continuità nella presenza offensiva. Un primo tempo con uno 0-0 non sterile, ma un equilibrio in cui i blucerchiati stavano già spingendo l’Avellino verso una partita più fisica, meno pulita e soprattutto lontana da una reale pericolosità offensiva.
La ripresa
A inizio ripresa, l’episodio del rigore prima assegnato e poi tolto dal VAR avrebbe potuto spezzare ritmo e fiducia. La Sampdoria, invece, ha reagito bene sul piano mentale e tattico: non ha abbassato il baricentro, ha continuato a frequentare la trequarti avversaria e ha insistito con ordine. Il gol di Brunori al 72’ ha premiato proprio questa continuità. Ancora più significativa, però, è stata la gestione successiva al vantaggio: invece di proteggere subito l’1-0, la squadra ha continuato ad attaccare l’area. Al 79’ Daffara ha respinto un colpo di testa di Viti, ma sul corner successivo Palma ha trovato il 2-0, ancora di testa, su cross di Pierini.
Il gol di Biasci all’84’, nato da un cross di Sala, ha rimesso in partita l’Avellino solo sul piano del punteggio, senza modificare davvero la lettura complessiva della gara. Semmai, ha evidenziato un aspetto su cui la Sampdoria deve ancora crescere, ossia la gestione degli ultimi minuti dopo aver indirizzato la partita. Sul 2-0 la sensazione era quella di una gara ormai sotto controllo, e proprio per questo il gol subito lascia aperto un tema legato alla gestione del risultato.
Nel complesso, però, il successo lascia un’indicazione tecnica chiara. La Sampdoria ha vinto senza avere più possesso, ma dando più sostanza al proprio gioco offensivo, soprattutto nella capacità di occupare l’area, insistere sulle seconde palle e rendere produttiva la pressione territoriale. In una classifica ancora corta, sono segnali che pesano. Dopo 32 giornate, i blucerchiati sono quindicesimi a quota 34, nello stesso gruppo di Padova, Mantova e Virtus Entella, con tre punti di margine sul Bari diciassettesimo.
