Il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha commentato con fermezza il malore improvviso che ha colpito il difensore del Pisa Rosen Bozhinov durante la partita di Serie B contro la Juve Stabia.

Cosa è successo a Bozhinov
Durante Juve Stabia- Pisa, il difensore nerazzurro Rosen Bozhinov ha accusato un grave malore che ha richiesto l’intervento immediato dei soccorsi sanitari. Intorno al 40′ del primo tempo, il giovane calciatore bulgaro si è improvvisamente accasciato al suolo, perdendo i sensi a causa di un cedimento fisico. Causa: crisi di disidratazione aggravata dal grande caldo pomeridiano.
L’arbitro ha sospeso temporaneamente l’incontro, consentendo alle squadre di rientrare negli spogliatoi tra la tensione generale e gli applausi di incoraggiamento del pubblico di casa. Bozhinov è stato stabilizzato sul campo e successivamente trasportato in barella verso un’ambulanza, che lo ha condotto d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare di Stabia.
Gli esami medici effettuati in seguito hanno fortunatamente escluso conseguenze drammatiche. Il difensore è rimasto sempre cosciente e vigile durante i controlli, ricevendo la vicinanza dell’intero mondo calcistico prima di essere dimesso nei giorni successivi.
Abodi parla di tutela della salute
A margine di un evento istituzionale a Coverciano, Abodi ha posto l’accento sulla centralità assoluta della salvaguardia fisica degli atleti, sottolineando che la salute deve rimanere al di sopra di qualsiasi altra logica organizzativa o commerciale. Il Ministro ha evidenziato come quanto accaduto allo stadio “Menti” di Castellammare di Stabia debba trasformarsi in un utile momento di profonda riflessione per l’intero sistema calcistico nazionale.
“Penso che la tutela della salute degli atleti sia una priorità per tutti, e bisognerà probabilmente fare qualche accertamento in più per capire effettivamente cosa è successo perché in situazioni di questo genere, per quanto sia normale e umana anche l’emotività della reazione, bisogna avere la consapevolezza delle ragioni che hanno portato a quello che è successo” ha dichiarato Andrea Abodi.
Abodi sulle partite giocate alle 15
È evidente che la questione legata alle partite pomeridiane nel calcio professionistico moderno imponga una profonda revisione dei calendari agonistici alla luce dei cambiamenti climatici in atto. Giocare alle ore 15 nei periodi di transizione stagionale espone gli atleti a temperature elevate e tassi di umidità critici, rendendoli soggetti a disidratazione, sovraccarico cardiovascolare e calo di performance .
Soffermandosi sui rischi concreti della programmazione delle gare pomeridiane in determinate condizioni, il Ministro ha aggiunto: “Nessuno, tantomeno le Leghe e la Federazione credo voglia far giocare gli atleti in situazioni di pericolo dal punto di vista delle temperature, tanto più con questo tempo che incide anche sulle persone che camminano, quindi tanto più per quelle che corrono. Quindi salute al centro degli interessi di tutti: vediamo quello che è successo e io penso che ogni situazione anche critica sia oggetto di ragionamento, di riflessione, per evitare rischi più significativi”.
Le istituzioni sportive sono, dunque, chiamate a bilanciare le esigenze di programmazione con la tutela prioritaria dell’incolumità dei calciatori. Bisogna valutare soluzioni alternative come lo slittamento delle gare nelle fasce serali o l’adozione sistematica di cooling break per il ristoro, così da poter prevenire criticità analoghe a quella vissuta dal giocatore Bozhinov.
