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Juve Stabia 2026/27: la rivoluzione tattica di Pietro De Giorgio

Dopo l’addio di Ignazio Abate, approdato al Torino al termine di un’ottima stagione, la Juve Stabia ha affidato la panchina a Pietro De Giorgio per il campionato di Serie B 2026/27.

Nato a Praia a Mare nel 1983, il tecnico calabrese vanta una lunga carriera da calciatore, con esperienze in piazze importanti come Frosinone, Perugia, Empoli, Crotone e Vicenza, prima di intraprendere il percorso da allenatore.

La sua crescita in panchina è maturata al Potenza, dove ha lavorato per quattro stagioni ricoprendo diversi ruoli: viceallenatore, traghettatore e infine tecnico della prima squadra. Con i lucani ha conquistato un settimo posto con qualificazione ai playoff e, nell’ultima stagione, la Coppa Italia di Serie C, primo trofeo della storia del club nella competizione. Andiamo a vedere la rivoluzione tattica di Pietro De Giorgio.

De Giorgio

Una nuova identità difensiva

Il cambiamento più evidente riguarda il sistema difensivo. Dopo anni in cui il 3-5-2 è stato il marchio di fabbrica delle Vespe, De Giorgio sembra orientato verso il 4-3-3, modulo utilizzato con continuità nelle sue ultime stagioni al Potenza.

Il passaggio dalla difesa a tre a quella a quattro richiederà un periodo di adattamento, soprattutto per gli esterni.

L’idea di gioco si fonda su alcuni principi ben definiti. La difesa sarà composta da due centrali di riferimento, chiamati a gestire la profondità alle spalle di una linea alta, pronta ad accorciare sugli avversari.

Il pressing rappresenterà un altro elemento distintivo: la squadra proverà a recuperare il pallone già nella fase di costruzione avversaria, riducendo gli spazi e mantenendo un baricentro elevato.

Fondamentale sarà anche il contributo dei terzini, che dovranno garantire ampiezza in fase offensiva senza perdere equilibrio nei ripiegamenti difensivi.

Al centro del progetto resta il centrocampo a tre, considerato da De Giorgio il vero motore della squadra. Oltre a sostenere la manovra offensiva, dovrà assicurare copertura e compattezza nelle transizioni difensive.

Pur avendo un’idea di gioco precisa, De Giorgio non è un allenatore rigido. A Potenza ha dimostrato di saper adattare il sistema alle caratteristiche della rosa, tornando anche al 3-5-2 quando necessario. La base di partenza per la nuova Juve Stabia, tuttavia, resta il 4-3-3.

Un calcio verticale e propositivo

In fase offensiva la Juve Stabia dovrebbe proporre un calcio dinamico, basato sulla costruzione dal basso e sulla ricerca immediata della profondità.

L’azione partirà dal portiere e dai due difensori centrali, con il mediano pronto ad abbassarsi per creare superiorità numerica e facilitare l’uscita del pallone.

Anche i centrocampisti saranno protagonisti della manovra, alternando inserimenti, verticalizzazioni e sostegno continuo agli attaccanti.

Davanti, il tradizionale tandem offensivo lascerà spazio a un tridente formato da un centravanti supportato da due esterni rapidi e abili nell’uno contro uno. Le ali avranno il compito di attaccare la profondità, accentrarsi e liberare spazio alle sovrapposizioni dei terzini.

Proprio gli esterni bassi saranno chiamati a spingere con continuità, offrendo ampiezza e creando superiorità numerica sulle corsie laterali.

Più che un possesso palla fine a sé stesso, l’obiettivo sarà sviluppare un calcio rapido e verticale, sfruttando ogni spazio disponibile per arrivare velocemente alla conclusione.

Si tratta di un’impostazione più aggressiva rispetto alle ultime stagioni, pensata per aumentare la pericolosità offensiva senza compromettere l’equilibrio difensivo.

I giocatori più adatti al sistema De Giorgio

Tra i pali Alessandro Confente rappresenta una certezza grazie all’affidabilità nelle uscite e alle qualità con i piedi, fondamentali nella costruzione dal basso.

In difesa il riscatto di Giorgini, arrivato dal Südtirol, garantisce un centrale abituato alla linea a quattro, mentre la società continua a valutare un ulteriore innesto per completare il reparto.

Sulla fascia destra Ricciardi, riscattato dal Cosenza, si candida a una maglia da titolare grazie alla sua spinta offensiva.

Sul lato sinistro l’arrivo dell’olandese Terrence Douglas aggiunge fisicità e corsa, caratteristiche ideali per il ruolo richiesto dal nuovo sistema.

Il centrocampo resta il reparto più delicato da completare. La dirigenza è alla ricerca di giocatori dinamici, capaci di garantire sia interdizione sia qualità negli inserimenti, così da assicurare equilibrio all’intera squadra.

Nel tridente offensivo il classe 2004 Patané, arrivato dal Verona, e il giovane Romeo Sandrucci, proveniente dal settore giovanile del Torino, incarnano perfettamente il profilo di esterni rapidi e intraprendenti richiesto da De Giorgio.

Per il ruolo di centravanti è arrivato Caccavo in prestito dal Bologna, mentre resta vivo l’interesse per Dominic Vavassori dell’Atalanta U23, attaccante capace di unire intensità, progressione e profondità, caratteristiche ideali per guidare l’attacco nel 4-3-3.

16 Agosto 2026

Alessandro De Brasi

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