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Il programma di Malagò per la Serie B: giovani, sostenibilità e stadi più moderni

Il programma di Malagò

La Serie B avrà un ruolo centrale nel nuovo corso della FIGC guidato da Giovanni Malagò.

Il neo presidente federale, eletto con il 68,58% dei voti e chiamato a raccogliere l’eredità di Gabriele Gravina, ha dedicato un intero capitolo del proprio programma elettorale al campionato cadetto, definendolo una “categoria ponte, patrimonio territoriale e laboratorio del talento”.

Un passaggio che evidenzia la volontà di attribuire alla Serie B una funzione strategica all’interno del calcio italiano, sia dal punto di vista della crescita dei giovani sia sotto il profilo della sostenibilità economica dei club.

La Serie B come laboratorio del talento italiano

Uno dei temi più ricorrenti nel programma di Malagò è quello della valorizzazione dei giovani.

Secondo il nuovo presidente della FIGC, la Serie B rappresenta il contesto ideale per accompagnare i migliori talenti italiani verso il calcio di alto livello. Per questo motivo la Federazione dovrà sostenere e premiare le società che investono nei vivai, nella formazione e nelle infrastrutture sportive.

L’obiettivo è rafforzare ulteriormente il ruolo della categoria come passaggio fondamentale tra settore giovanile e professionismo, incentivando l’utilizzo dei giovani italiani e premiando i club che costruiscono progetti tecnici sostenibili nel lungo periodo.

Non a caso, nel suo discorso dopo l’elezione, Malagò ha richiamato anche il tema della valorizzazione dei giovani e della cosiddetta “riforma Zola”, sottolineando la necessità di una FIGC capace di mettere tutte le componenti del movimento nelle condizioni di crescere.

Più controlli, ma per aiutare i club

Uno dei passaggi più interessanti del programma riguarda la sostenibilità economica delle società.

Malagò evidenzia come la Serie B sia una categoria particolarmente esposta agli squilibri finanziari. Da una parte la rincorsa alla promozione in Serie A porta spesso alcuni club a sostenere costi superiori alle proprie possibilità; dall’altra una retrocessione dalla massima serie può provocare un improvviso crollo dei ricavi.

Per questo motivo il nuovo presidente federale ritiene che licenze nazionali e controlli preventivi debbano diventare strumenti di stabilizzazione e non semplicemente meccanismi sanzionatori.

L’idea è quella di introdurre parametri sempre più chiari e progressivi relativi a:

  • liquidità;
  • costo del lavoro;
  • livello di indebitamento;
  • continuità aziendale.

Secondo Malagò, i club dovranno avere il tempo necessario per correggere eventuali squilibri prima che questi diventino irreversibili.

Meno effetti devastanti tra promozioni e retrocessioni

Nel programma emerge anche una riflessione sul forte dualismo economico tra Serie A e Serie B.

Negli ultimi anni numerosi club hanno investito pesantemente per conquistare la promozione, salvo poi ritrovarsi in difficoltà economica in caso di mancato salto di categoria. Allo stesso modo, le società retrocesse dalla Serie A devono spesso affrontare un ridimensionamento improvviso dei ricavi.

Per Malagò sarà necessario costruire un sistema più stabile e prevedibile, capace di ridurre gli shock finanziari che caratterizzano il passaggio tra le due categorie.

Stadi e infrastrutture tra le priorità

Un altro tema centrale riguarda l’impiantistica.

Nel programma del nuovo presidente FIGC viene sottolineata la necessità di intervenire su stadi e centri sportivi, soprattutto in una categoria dove molti impianti presentano un’età media elevata e necessitano di interventi di ammodernamento.

L’obiettivo è favorire investimenti infrastrutturali che possano migliorare la qualità dell’esperienza per tifosi, atleti e società, aumentando allo stesso tempo la capacità dei club di generare ricavi.

Una Serie B sempre più centrale

La visione di Malagò sembra chiara: trasformare la Serie B in una categoria sempre più strategica per il futuro del calcio italiano. Non soltanto un campionato di passaggio tra Serie A e Serie C, ma un ecosistema in grado di produrre talenti, garantire sostenibilità economica e valorizzare il patrimonio calcistico dei territori.

Se le linee guida del programma verranno tradotte in misure concrete, la Serie B potrebbe diventare ancora di più uno dei principali terreni di sviluppo del calcio italiano nei prossimi anni.

23 Giugno 2026

Tancredi Cattone

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