È di nuovo fase di studio per Empoli e Carrarese. La girandola di panchine durante la sosta per le nazionali ha portato in campo due nuovi allenatori, Matteo Andreoletti e Guido Pagliuca, che ripartono in un campionato che conoscono molto bene, ma in situazioni molto diverse.
Pagliuca, dall’Empoli alla Carrarese
Pagliuca è passato proprio da un club all’altro, con le dimissioni a Empoli per approdare a Carrara. Naviga in acque tutt’altro che tranquille, con ambizioni societarie differenti rispetto al recente passato. Il suo sistema non dovrebbe stravolgere quello di Cioffi.
L’idea è proseguire con la linea a tre, come nel 3-5-2 dell’esperienza empolese. Il cambiamento che la società si aspetta riguarda soprattutto l’atteggiamento. Niente più blocco basso e fase difensiva attendista, ma una squadra aggressiva, che vada a prendere alto l’avversario, convinta dei propri mezzi e consapevole della montagna da scalare.
Qualche novità però può uscire dalla mente del tecnico, che ha provato anche il 3-4-1-2, un sistema più offensivo, con un supporto alle due punte e maggiore pressione sul regista avversario nella fase senza palla.
Gli interpreti sono ancora difficili da intuire. Schiavi ha le chiavi del centrocampo, mentre resta da capire se uno tra Topalovic e Parlanti, o il meno impiegato Rubino, più offensivo, possa alzarsi per occupare meglio la trequarti e saltare la linea dei centrocampisti avversari. La sosta servirà a Pagliuca anche per conoscere i suoi e risollevarli dal punto di vista emotivo, visto che sono apparsi molto giù nelle ultime uscite.

Si riparte da Andreoletti
Non dovrebbe cambiare troppo nemmeno l’Empoli di Andreoletti. Come dichiarato nella presentazione, ci sono buone basi da cui partire, senza stravolgere il sistema di gioco. Pagliuca aveva alternato nelle prime uscite il 3-5-2, modulo usato da Andreoletti nell’ultima esperienza al Padova, e il 3-4-1-2, cambiando spesso gli interpreti e non trovando continuità.
Il presupposto più logico è dunque ripartire dalla linea a tre, valutando qualche cambiamento in fase offensiva. L’ex Padova ha utilizzato anche il 3-4-2 e il 3-4-2-1, cercando più soluzioni tra le linee. Il concetto chiave del tecnico, però, è leggere i momenti della partita. Andreoletti non ha un modulo fisso, ma sa evolversi in base alle necessità della gara.
Le soluzioni non mancano. In rosa ci sono giocatori rapidi e abili tra le linee, come Saporiti, Zedadka e Di Stefano. Resta da capire se il tecnico opterà per le due punte, Shpendi e Popov, con il possibile supporto di Saporiti, oppure se arretrerà o allargherà Shpendi per lasciare un solo riferimento, Popov, con più mobilità alle sue spalle.
Da decifrare anche la staffetta sugli esterni. Ceesay è stato impiegato come punta nelle ultime uscite, ma il suo ruolo naturale è largo. Sarà una corsa a quattro, con Zedadka e Corrado a sinistra, Ceesay ed Egan a destra.
Il blocco arretrato riparte da Cauz e Romagnoli, con la possibilità di riportare Magnino nel suo ruolo naturale, in ballottaggio con Curto, molto utilizzato. A centrocampo Yepes è l’intoccabile, affiancato dal talentino classe 2009 Biondini, con Ignacchiti e Belardinelli un po’ più indietro nelle gerarchie.
Prima dei numeri, la testa
L’aspetto su cui lavorare più di tutti è quello mentale. Il calcio estivo va preso con le pinze, ma finora nessuna delle due squadre ha convinto, né per sistema di gioco né per atteggiamento.
Prima dei numeri, l’obiettivo dei nuovi staff sarà riprendere in mano la consapevolezza dei due gruppi e far emergere le migliori caratteristiche di ogni giocatore.
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