Giornata di presentazione in casa Empoli. Questa mattina, in sala stampa, il direttore sportivo Fabio Artico ha annunciato agli addetti ai lavori il nuovo tecnico azzurro, Matteo Andreoletti.
Le prime parole del tecnico: “Sono molto contento di essere qui, ringrazio il direttore Artico e la famiglia Corsi per l’opportunità. Aspettavo una chiamata di questo tipo, non ero pronto ad accettare qualsiasi proposta, ma quando chiama un club così non puoi che accettare subito e metterti al lavoro”.
“Questa è l’opportunità più grande della mia carriera, e non posso che essere entusiasta perché ci sono tutte le condizioni necessarie per lavorare nella giusta maniera”.
La società e la squadra
Il nuovo tecnico si è poi soffermato sull’ambiente che trova: “Alle spalle c’è una grande società, forte, che storicamente valorizza tutti i membri della famiglia. C’è già un grande rapporto con il direttore. La squadra mi sembra viva, frizzante. Non arrivo in un ambiente disastrato in cui si riparte da zero. La situazione di classifica non è delle peggiori, la squadra è molto forte, ci sono ragazzi di talento. Ci sono i giusti mezzi per far bene”.
“Come ho detto prima, ci sono i giusti mezzi per far bene. Ho seguito tutte le gare dell’Empoli, ed ho studiato il campionato. Ci sono le basi per costruire, grazie anche al lavoro fatto prima. Parlare dell’esordio con il Palermo è prematuro, intanto valutiamo le prime sedute e poi iniziamo a pensarci dalla prossima settimana”.

Gli obiettivi di Andreoletti
Alla domanda sugli obiettivi stagionali, la risposta è stata improntata alla cautela: “In questo momento è la conoscenza dei giocatori con il mio staff. Le previsioni le costruiamo noi stessi con i risultati che ci vengono davanti, gli obiettivi cambiano di settimana in settimana. Io sono un allenatore giovane, in questo caso molto privilegiato perché ho l’occasione di lavorare in un ambiente con basi solidissime”.
Chiaro anche il messaggio sulla mentalità, vero punto fermo del suo credo calcistico: “Non transigo sulla mentalità, è un aspetto sul quale costruisco le mie squadre. Il mio compito sarà mettere i giocatori nei ruoli in cui possono determinare, nelle condizioni ideali per potersi esprimere al meglio. Mi piacciono le squadre aggressive e avvelenate, e voglio vedere un Empoli con queste caratteristiche, in grado di comandare la gara”.
