L’ex tecnico del Padova ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport dove ha spiegato anche cosa è successo nelle ultime settimane. Di seguito le parole di Breda sul suo addio ai veneti.

Le parole di Breda
Le diverse ambizioni societarie.
“La spaccatura è tra le proprietà straniere, che hanno forti disponibilità economiche e rose competitive, e quelle italiane”.
La struttura in Italia
“In C ci sono piazze storiche a cui la categoria sta stretta. La cadetteria resta comunque affascinante e unica, priva di gerarchie fisse. Conta l’identità che si riesce a dare al gruppo. Playoff e playout garantiscono imprevedibilità totale. La formula della C è invece più spietata: sale solo la prima dei tre gironi, e per le altre i playoff diventano una roulette russa. Ma entrambi i campionati hanno un enorme valore sociale”.
L’addio al Padova.
“Bisognerebbe chiederlo alla società. È stato fatto un lavoro importante e mi dispiace non aver potuto dare continuità a una base tecnica che ritengo ottima. L’avvento della nuova proprietà ha portato altre idee”.
Le sorprese e delusioni della stagione?
“Frosinone e Catanzaro tra le sorprese positive: hanno saputo costruire un’identità forte basata sulle idee, sui valori umani e sulla capacità di tradurli in gioco. Spezia e Bari le delusioni, erano partite con obiettivi del tutto diversi e hanno faticato. Anche l’Empoli, considerando il valore della rosa, non ha disputato un grande torneo”.
I tecnici che l’hanno più colpita?
“Dico Alvini su tutti, sono felice per lui. Ha preso una squadra giovane e ha saputo mettersi in discussione: dopo anni di difesa a tre è passato al 4-3-3. Ha cambiato modulo mantenendo però intatti i suoi principi di aggressività e proposta di gioco, valorizzando al massimo i calciatori in fase offensiva e facendo un ottimo lavoro con la linea a quattro”.
