Dopo aver condiviso la Nazionale 2006 e la maglia del Milan, Filippo Inzaghi e Alessandro Nesta si ritrovano, anni dopo in serie B, a dividersi anche la posta in palio al termine della sfida tra Avellino e Palermo, valida per la quarta giornata del campionato di Serie BKT 2026/27. Entrambe le squadre hanno dovuto fare i conti con pesanti assenze, come quelle di Fila e Favilli per i lupi e di pedine chiave come Strefezza, Perin e Hernani tra le file dei rosanero. Tali defezioni hanno inevitabilmente limitato le scelte dei due tecnici, costringendoli a ridisegnare la profondità delle rispettive rose.
I lupi irpini hanno guadagnato un punto davanti al proprio pubblico schierando un 3-5-2 che vede Martinelli tra i pali, protetto dal terzetto difensivo formato da Izzo, Venturi ed Enrici. A centrocampo agiscono gli esterni Cancellotti e Moruzzi con Di Maggio, Palumbo e Besaggio in mezzo, mentre in attacco la coppia titolare è composta da Russo e Pandolfi.
Dall’altra parte, i rosanero hanno difeso il primato in classifica affidandosi a un offensivo 4-3-3 con Fortin in porta e la retroguardia composta da Cassandro, Bani, Barba e Augello. La linea mediana è formata da Gyasi, Segre e Ranocchia, chiamati a innescare il tridente d’attacco schierato con Vavassori, Antonio Palumbo e il terminale offensivo Pohjanpalo.
Primo tempo Avellino-Palermo: reti inviolate al duplice fischio
La prima frazione di gioco tra Avellino e Palermo si è rivelata intensa, bloccata tatticamente e caratterizzata da grande agonismo. La formazione di Nesta ha iniziato l’incontro con grande ordine e concentrazione, costretta subito a un cambio nei primi minuti per l’ingresso di Missori. Dall’altra parte, il Palermo di Inzaghi ha cercato di imporre il proprio palleggio sfruttando la spinta offensiva sull’asse formato da Augello e Pohjanpalo, sebbene senza trovare la stoccata vincente negli ultimi metri.
Con il passare dei minuti la tensione è salita notevolmente in mezzo al campo, portando anche a diversi interventi duri e a decisioni severe da parte della terna arbitrale, tra cui il cartellino giallo rimediato da Mattia Bani per i rosanero. I lupi irpini hanno retto bene l’urto della capolista, chiudendo gli spazi con una linea difensiva solida e compatta che ha neutralizzato le principali fonti di gioco siciliane.
Gli ospiti hanno provato a premere con maggiore insistenza alla fine dei primi 45 minuti, affidandosi ai calci piazzati e ai traversoni dalla trequarti per impensierire la retroguardia biancoverde. Nonostante prolungati possessi palla da parte della capolista, la difesa di casa non ha concesso vere e proprie palle gol nitide, salvaguardando il risultato sul pari. Le due squadre sono dunque rientrate negli spogliatoi sullo 0-0, rimandando ogni verdetto al secondo tempo.

I cambi accendono la partita
La ripresa si accende subito grazie ai cambi operati dalle panchine, capaci di sbloccare l’equilibrio e di scuotere l’andamento del match. L’episodio che sblocca il punteggio arriva al 60′, quando l’attaccante irpino Walid Cheddira, subentrato a inizio secondo tempo, capitalizza al massimo un pallone vagante in area e trafigge la porta di Fortin.
Mister Inzaghi è dunque costretto a correre immediatamente ai ripari, inserendo forze fresche per dare maggiore imprevedibilità alla manovra offensiva della squadra. I cambi trasformano il Palermo, che si riversa con insistenza nella metà campo avversaria alla ricerca del varco giusto per rimettere quantomeno in equilibrio le sorti dell’incontro. La pressione prolungata degli ospiti porta così al meritato gol dell’1-1, concretizzato al 63′ grazie a un’azione rifinita da Dennis Johnsen su suggerimento di Joel Pohjanpalo, che festeggia i suoi 32 anni regalando l’assist del pareggio al Palermo.
Avellino-Palermo finisce in parità
Il Palermo, incoraggiato dall’impatto dei suoi cambi e desideroso di agguantare l’intera posta in palio, ha cercato di sfruttare l’inerzia favorevole premendo con maggiore insistenza nella metà campo avversaria. Inzaghi ha spinto i suoi alla ricerca della vittoria, alzando il baricentro e affidandosi alla qualità dei propri palleggiatori e alle sgasate sulle fasce per scardinare il muro difensivo biancoverde.
Dall’altra parte, l’Avellino di Alessandro Nesta ha riorganizzato le linee con intelligenza tattica, chiudendo gli spazi centrali e provando a pungere di rimessa con la freschezza dei giocatori subentrati dalla panchina. Negli ultimi minuti di gara i ritmi si sono poi inevitabilmente abbassati a causa della stanchezza accumulata dai giocatori in campo, lasciando spazio a un finale molto spezzettato e ricco di duelli fisici a centrocampo.
I tentativi finali della formazione rosanero si sono infranti contro l’attenta difesa irpina e i guantoni di Martinelli, mentre i lupi hanno provato a pungere su qualche palla inattiva senza però trovare la stoccata vincente. Il triplice fischio del direttore di gara ha così sancito il pareggio dopo i quattro minuti di recupero. Le formazioni hanno entrambe confermato solidità e organizzazione tattica in campo e il punto conquistato muove la classifica di entrambe, premiando l’equilibrio e l’ottimo lavoro svolto da Nesta e Inzaghi in questo avvio di stagione.
