La Carrarese ha scelto Guido Pagliuca per dare una svolta alla propria stagione. Il tecnico toscano, ufficializzato il 30 settembre con un contratto fino al 30 giugno 2028. La scelta della società sembra andare nella direzione di recuperare soprattutto identità, aggressività e personalità. Nella sua presentazione, Pagliuca ha parlato della necessità di ritrovare una Carrarese “gagliarda, combattiva e coriacea”, capace di giocare con rabbia agonistica e di trasformare il Dei Marmi in un fortino.
Non dovrebbe quindi esserci una rivoluzione strutturale immediata: la difesa a tre, già utilizzata da Cioffi, rappresenta anche uno dei sistemi più familiari al nuovo allenatore. L’ipotesi più accreditata è quella di un 3-4-1-2, con la possibilità di trasformarsi in 3-4-2-1 a seconda degli interpreti e delle esigenze della partita. Vediamo cosa può cambiare sul piano tattico.
La fase difensiva: aggressività, pressione e squadra corta
Il primo cambiamento potrebbe riguardare soprattutto l’atteggiamento, più che il numero di difensori. Pagliuca ha costruito gran parte della sua esperienza recente su squadre aggressive, capaci di accorciare il campo e di andare alla ricerca del pallone anziché limitarsi ad aspettare l’avversario. La sua Juve Stabia era particolarmente riconoscibile per il pressing sui portatori, i raddoppi e la capacità di mantenere la squadra corta.
Alla Carrarese questo potrebbe tradursi in una difesa a tre composta da Oliana, Ruggeri e Reale, almeno come base di partenza, con gli esterni chiamati ad abbassarsi rapidamente per formare una linea a cinque quando la squadra deve difendere più bassa. Il vero punto sarà però la pressione nella metà campo avversaria: Pagliuca potrebbe chiedere alle due punte e al trequartista di indirizzare la costruzione rivale verso una determinata zona, mentre i centrocampisti dovranno accorciare alle loro spalle. L’obiettivo è evitare che la difesa venga costantemente schiacciata dentro la propria area.
In questo senso, Schiavi può diventare fondamentale anche senza palla. Il capitano non è soltanto il regista della squadra, ma può rappresentare il giocatore che dà equilibrio alle uscite in pressione e permette alla linea di centrocampo di non spezzarsi. La Carrarese, insomma, potrebbe essere meno attendista e più aggressiva rispetto a quanto mostrato nella prima parte di stagione.
La fase offensiva: verticalità, trequartista e attacco degli spazi
È probabilmente nella metà campo offensiva che si potrebbe vedere la trasformazione più interessante. Pagliuca non è un allenatore legato al possesso fine a sé stesso: le sue squadre cercano spesso di verticalizzare rapidamente, soprattutto dopo il recupero del pallone, alternando gioco diretto e momenti di gestione.
Alla Juve Stabia il centravanti aveva un ruolo importante non soltanto come finalizzatore, ma anche come riferimento per far salire la squadra e creare spazio agli uomini che arrivavano da dietro. A Carrara il 3-4-1-2 potrebbe valorizzare proprio questa dinamica: una punta viene incontro, l’altra attacca la profondità, mentre il trequartista si muove alle loro spalle.
Rubino e Topalovic sembrano particolarmente interessanti in quest’ottica, perché possono occupare gli spazi tra centrocampo e difesa avversaria, alternando ricezioni tra le linee e attacchi della profondità. La presenza di Abiuso, Cissé, Bonfanti o Marconi permette inoltre di avere caratteristiche differenti davanti: una punta più fisica e di raccordo, oppure un attaccante maggiormente orientato all’attacco della profondità.
Sugli esterni, invece, sarà fondamentale la capacità di garantire ampiezza e contemporaneamente arrivare in zona offensiva. Dagba, quando disponibile, sembra il profilo più naturale per interpretare questo ruolo a destra, mentre a sinistra Rouhi può offrire corsa e profondità.
Non è casuale che le prime indicazioni tattiche emerse dopo l’arrivo di Pagliuca abbiano lasciato aperta anche la possibilità di un 3-4-2-1. Due giocatori alle spalle della punta consentirebbero maggiore qualità tra le linee e più libertà ai talenti offensivi della rosa.

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I giocatori più funzionali alle idee di Pagliuca
Tra gli elementi della rosa attuale, il giocatore che sembra avere un peso centrale nel nuovo progetto è Nicolás Schiavi. Il centrocampista può rappresentare il fulcro della squadra e il punto di equilibrio del centrocampo, soprattutto per le sue qualità nella gestione del pallone e nella costruzione del gioco. Al suo fianco potrebbe trovare spazio Matthias Braunöder, un giocatore che può garantire qualità e geometrie e che potrebbe rappresentare un complemento interessante.
Colin Dagba è probabilmente un altro profilo chiave. Nel 3-4-1-2 il francese ha le caratteristiche per occupare tutta la fascia destra, garantendo ampiezza e profondità. Il suo contributo sarà particolarmente importante perché il ruolo degli esterni, nel sistema di Pagliuca, richiede grande dispendio fisico e la capacità di partecipare sia alla fase offensiva sia a quella difensiva.
Sul fronte offensivo, Tommaso Rubino sembra particolarmente adatto al ruolo di trequartista o seconda punta di raccordo, mentre Luka Topalovic può diventare uno dei giocatori più interessanti tra le linee. La sua capacità di ricevere tra centrocampo e difesa avversaria potrebbe essere preziosa per un sistema che punta molto sulla verticalità e sulla ricerca immediata degli spazi.
Davanti, Fabio Abiuso offre invece caratteristiche preziose per il calcio verticale del nuovo allenatore, soprattutto per fisicità, attacco dell’area e capacità di fungere da riferimento. Anche Gabriele Parlanti può avere un ruolo importante, grazie alla sua intensità e alla sua capacità di interpretare un centrocampo nel quale il lavoro senza palla avrà un’importanza enorme.
