L’elezione del presidente federale del 22 giugno ha riportato al centro una domanda poco frequentata: quanto pesa la Lega B in FIGC. La risposta sta in una tabella di voti ponderati che assegna alla cadetteria una quota modesta in assemblea e una presenza più significativa nell’organo che decide ogni giorno.
Il voto ponderato, numero per numero
L’assemblea elettiva riunisce 274 delegati, per un totale di 516 voti. I delegati delle leghe professionistiche sono i presidenti dei club o i loro rappresentanti.
La Lega Serie A porta venti delegati con un coefficiente di 4,644 ciascuno, pari a 92,88 voti e al 18% del totale. La Lega Serie B ha lo stesso numero di delegati ma un coefficiente di 1,548, per 30,96 voti complessivi e un peso del 6%.
La Lega Pro esprime 57 delegati a 1,086, cioè 61,902 voti e il 12%. La Lega Nazionale Dilettanti conta 99 delegati a 1,772, per 175,428 voti e il 34%, la componente singola più pesante. I calciatori dell’AIC arrivano al 20% con 52 delegati, gli allenatori dell’AIAC al 10% con 26 delegati.
Cosa ha cambiato la riforma del 2024
L’assetto attuale nasce dall’assemblea straordinaria del novembre 2024, che ha modificato gli articoli dello Statuto su Consiglio e Assemblea. La Serie A è passata dal 12 al 18% con quattro consiglieri federali invece di tre. La Serie B è salita dal 5 al 6% e ha guadagnato un secondo consigliere.
La Lega Pro è scesa dal 17 al 12% perdendo un seggio, mentre l’Associazione Italiana Arbitri è uscita dall’organo politico. Nel complesso il calcio professionistico è arrivato al 36%, superando il 34% dei dilettanti.
Due seggi in Consiglio Federale
Nel Consiglio siedono per la cadetteria il presidente di Lega Paolo Bedin, componente di diritto, e Antonio Gozzi, presidente della Virtus Entella, eletto dall’assemblea di Lega come secondo rappresentante. È l’organo in cui passano le licenze nazionali, i parametri di sostenibilità economica, i termini di tesseramento e le modifiche regolamentari, materie che incidono sui conti dei club più di molte delibere di categoria.
Il Comitato di Presidenza eletto a luglio, composto dal presidente Giovanni Malagò, dal vicepresidente vicario Ezio Simonelli e da Matteo Marani, Giancarlo Abete e Umberto Calcagno, non comprende invece rappresentanti della Serie B.
Perché il 6% non racconta tutto
Con trenta voti scarsi su 516 la cadetteria non decide da sola alcuna votazione. Il suo peso reale passa dalle alleanze. Alle elezioni di giugno la Lega B ha sostenuto Malagò insieme a Serie A, calciatori e allenatori: il risultato finale è stato il 68,58% contro il 29,17% di Abete, con la LND schierata sul fronte opposto.
Lo stesso schema vale sulle riforme di sistema, dove la B si muove come componente di raccordo tra il vertice economico del movimento e le categorie inferiori. Il meccanismo di voto è descritto nel dettaglio da Sky Sport.

FAQ
Chi vota per la Serie B nell’assemblea FIGC?
I venti presidenti dei club di Serie B o i loro rappresentanti. Ogni voto vale 1,548, per un totale di 30,96 voti sui 516 complessivi.
La Serie B può bloccare una decisione federale?
No. Con il 6% dei voti in assemblea e due consiglieri su un organo più ampio, la cadetteria incide solo costruendo maggioranze con altre componenti.
