Il minutaggio giovani in Serie B cambia per la prima volta dal 2012. L’assemblea di Lega, riunita a Milano il 17 febbraio, ha votato all’unanimità una revisione che alza in modo netto l’asticella per accedere alle risorse distribuite dalla Lega B e che premia con più forza i calciatori cresciuti nel vivaio.

Cosa prevede la nuova norma
La soglia minima di impiego degli under 21, fissata da anni a 900 minuti, raddoppia a 1.800 minuti già nella stagione 2026/27. Nel biennio successivo è destinata a crescere ancora, fino a superare il triplo del valore originario. Sempre dal 2027/28 la composizione delle liste si allineerà al criterio del minutaggio, abbassando il riferimento anagrafico da under 23 a under 21.
Il secondo intervento riguarda il bonus vivaio, cioè la maggiorazione riconosciuta ai minuti giocati dai calciatori formati nel settore giovanile del club. Passa dal 10% fino al 30%. L’assemblea ha inoltre posto le basi per un premio legato alla firma del primo contratto da professionista.
Perché incide sui bilanci
In Serie B la ripartizione delle risorse comuni non segue il merito sportivo. La quota più pesante viene distribuita in base ai minuti effettivi giocati dai calciatori convocabili dalle nazionali italiane. Ogni minuto concesso a un giovane produce quindi un effetto contabile diretto.
Il meccanismo funziona per graduatoria: i minuti generano un coefficiente, quelli dei calciatori di proprietà pesano di più, quelli dei prodotti del vivaio ricevono la maggiorazione. Le somme incassate variano sensibilmente da club a club, e secondo le ricostruzioni circolate nelle ultime stagioni le punte più alte si sono avvicinate ai due milioni di euro.
Come cambia la costruzione della rosa
Al 17 agosto i tesserati professionisti nelle venti rose di Serie B erano 834. L’80% ha passaporto italiano, 192 sono under 21 convocabili nelle nazionali giovanili, 298 gli under 23 italiani, pari al 36% del totale. La materia prima esiste, il punto è l’impiego reale.
Una soglia di 1.800 minuti equivale a una ventina di partite giocate per intero. Non basta più inserire un paio di ragazzi in lista e concedere spezzoni nel finale: serve continuità, e serve distribuirla su più profili. Per le neopromosse e per i club con settore giovanile strutturato la voce diventa una componente di budget da pianificare in sede di mercato, non un effetto collaterale delle scelte di campo.
I nodi ancora aperti
La delibera di febbraio fissa le linee guida. Il regolamento attuativo con coefficienti, importi e classi di età ammesse resta il passaggio che i club attendono per calibrare le rose. Sul tema si è espresso anche il presidente Paolo Bedin alla vigilia del campionato, confermando la direzione: più bonus ai vivai e tetto minimo di minuti più alto per accedere alle risorse. Il testo della delibera è pubblicato sul sito della Lega Serie B.
