La corsa agli stadi Euro 2032 entra nella fase decisiva e coinvolge direttamente la cadetteria. Entro il 1° ottobre la FIGC deve indicare alla UEFA i cinque impianti italiani destinati a ospitare l’Europeo organizzato insieme alla Turchia. Tra i candidati figurano il Renzo Barbera di Palermo, il Bentegodi di Verona e il Luigi Ferraris di Genova, dove gioca la Sampdoria insieme al Genoa.

Il calendario della selezione
Il 31 luglio la Federazione ha acquisito i dossier di tredici città, per un totale di sedici impianti: Bari, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Lecce, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Salerno, Torino e Verona. Da quel momento è partita l’istruttoria tecnica su requisiti infrastrutturali, autorizzativi, finanziari e organizzativi.
Il 14 settembre il presidente federale Giovanni Malagò ha aperto pubblicamente all’ipotesi di uno slittamento della scadenza, parlando di un confronto quotidiano con Nyon. Le ricostruzioni del giorno successivo indicano però una data confermata, senza proroghe. La selezione resta quindi compressa in poche settimane.
Palermo, il Barbera e un piano da circa 300 milioni
Il progetto rosanero, firmato dallo studio Populous, prevede la riqualificazione integrale dell’impianto di viale del Fante, con copertura di tutti i settori e una capienza stimata tra i 30mila e i 36mila posti. Il club ha depositato al Comune la richiesta di ridefinizione della concessione, con una durata che può arrivare a 90 anni a fronte di un investimento complessivo intorno ai 300 milioni e di un canone annuo indicato in circa 800mila euro. Il cronoprogramma ipotizzato colloca l’avvio dei lavori nel 2027 e la conclusione entro la metà del 2031.
Verona, il Bentegodi passa dalla finanza di progetto
A fine luglio la Giunta comunale ha accolto la manifestazione preliminare di interesse presentata dall’Hellas Verona il 3 luglio, archiviando l’ipotesi di un nuovo impianto nell’area della Marangona. La strada indicata è il recupero del Bentegodi nel sito attuale, attraverso lo strumento della finanza di progetto. Il passaggio successivo previsto è la consegna dello studio di fattibilità e del progetto preliminare, che il club ha indicato entro settembre.
Genova, il Ferraris di Genoa e Sampdoria
Il Ferraris è l’unico dei tre impianti già arrivato in fondo all’iter amministrativo preliminare. La conferenza di servizi decisoria si è chiusa il 16 luglio con esito positivo sul progetto presentato da Genova Stadium, società partecipata al 50% da Genoa e Sampdoria. L’intervento punta agli standard UEFA di categoria 4, con una capienza intorno ai 32mila posti e un investimento stimato attorno ai 100 milioni a carico dei club. L’aggiudicazione dei lavori è ipotizzata entro marzo 2027. Lo stadio è inoltre rientrato tra le opere considerate strategiche nel piano governativo legato all’Europeo.
Cosa resta ai club esclusi
L’inserimento nell’elenco degli impianti valutati produce effetti anche a prescindere dalla scelta finale. Le città coinvolte possono accedere alle procedure semplificate previste dalla normativa speciale approvata per le infrastrutture sportive legate al torneo, con iter autorizzativi più rapidi. È la ragione per cui a Genova e a Verona le amministrazioni hanno dichiarato che il percorso di riqualificazione proseguirà comunque.
FAQ
Quanti stadi italiani ospiteranno Euro 2032?
Cinque, più eventuali impianti di riserva. Gli altri saranno in Turchia, che organizza il torneo insieme all’Italia.
