DentrolaB non racconta la Serie B. La analizza. La interpreta. La contestualizza. Dentro il campo. Oltre i 90 minuti

La nuova Sampdoria di Corradi: pressing alto e un calcio propositivo

Bernardo Corradi, ex attaccante nato a Siena, è il nuovo allenatore della Sampdoria. Per lui si tratta della prima esperienza da capo allenatore in un club di Serie B, dopo un percorso costruito quasi interamente nel calcio giovanile della Nazionale.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Corradi ha intrapreso la carriera da allenatore all’interno della FIGC, prima come assistente tecnico e poi come responsabile delle Nazionali giovanili italiane, guidando le selezioni Under 16, Under 17, Under 18, Under 19 e Under 20. Nella stagione 2025/26 ha fatto parte dello staff tecnico del Milan come collaboratore di Massimiliano Allegri, un’esperienza che gli ha permesso di confrontarsi con il calcio di vertice prima del salto alla guida di un club. Analizziamo insieme la  nuova Sampdoria di Corradi.

Sampdoria di Corradi

Fase difensiva: baricentro alto e difesa a quattro come punto fermo

Il primo pilastro tattico su cui Corradi ha deciso di costruire la nuova Sampdoria è di natura strutturale: la difesa a quattro rappresenta la base del nuovo corso, il sistema sul quale il tecnico ha costruito il proprio calcio durante le esperienze con le Nazionali giovanili e al fianco di Allegri. Non si tratta di una scelta occasionale. Già nelle prime amichevoli estive, Corradi ha schierato due formazioni a specchio con il 4-3-3, confermando la linea a quattro come riferimento difensivo, indipendentemente dall’assetto offensivo scelto.

Più che il modulo in sé, però, a caratterizzare la fase di non possesso sarà l’atteggiamento. Le indicazioni emerse nelle prime amichevoli raccontano di una squadra aggressiva e propositiva, intenzionata a recuperare il pallone il più lontano possibile dalla propria porta. L’idea è quella di sviluppare un pressing organizzato e mantenere un baricentro alto, con l’obiettivo di riconquistare rapidamente il possesso e attaccare poi in verticale.

Un approccio che richiede, però, equilibrio strutturale. In questo senso assume particolare importanza il lavoro nella costruzione dal basso: un centrocampista capace di abbassarsi tra i due centrali garantisce maggiore sicurezza in fase di impostazione e, allo stesso tempo, protezione davanti alla difesa.

La linea difensiva può così alzarsi con maggiore tranquillità, mentre le mezzali hanno la possibilità di accompagnare l’azione senza lasciare eccessivamente scoperto il reparto arretrato. In sintesi, la fase difensiva della Sampdoria di Corradi punterà su una linea a quattro solida, un pressing alto per ridurre i tempi di recupero del pallone e un mediano chiamato a fare da schermo davanti alla difesa, più che su un blocco basso e speculativo.

Fase offensiva: superiorità numerica, ampiezza e attacco della profondità

In fase di possesso, l’impronta di Corradi è invece nettamente propositiva. Il nuovo corso tecnico punta sull’innovazione e su un’organizzazione collettiva orientata a un calcio offensivo, con l’obiettivo dichiarato di riportare la Sampdoria nelle zone alte della classifica di Serie B.

Nelle prime uscite estive, il tecnico ha lavorato soprattutto sul tridente d’attacco. La scelta del 4-3-3 nelle partitelle in ritiro evidenzia la volontà di puntare su un sistema offensivo basato su ampiezza, intensità e ricerca costante della profondità. Gli esterni sono chiamati ad allargare il campo, mentre gli attaccanti devono offrire riferimenti tra le linee e attaccare gli spazi.

Non va però esclusa una seconda soluzione, più vicina al passato di Corradi con le Nazionali giovanili: in azzurro il tecnico ha spesso utilizzato il 4-3-1-2, un modulo che a Marassi richiama inevitabilmente il calcio di Marco Giampaolo.

In questo sistema, il trequartista diventa il perno della manovra. È un elemento centrale anche nella visione di Corradi, la cui idea di calcio è stata definita dal direttore sportivo Américo Branco come “moderna e orientata all’attacco”. Il tecnico, inoltre, non sembra essere particolarmente rigido dal punto di vista tattico: ha già dimostrato di saper passare alla difesa a tre quando le esigenze della partita lo richiedono.

Il principio guida rimane quindi invariato a prescindere dal modulo di partenza: creare superiorità numerica per aprire il campo e attaccare la profondità, lasciando ai giocatori la libertà di interpretare gli spazi invece di affidarsi a schemi rigidi e prevedibili.

I giocatori funzionali al progetto tecnico

Diversi elementi della rosa blucerchiata sembrano già avere caratteristiche adatte alle esigenze tattiche di Corradi.

Oliver Abildgaard è il primo nome individuato come possibile pilastro del nuovo corso. Il centrocampista danese, arrivato a titolo definitivo dal Como, ha dimostrato una notevole intelligenza tattica ed è stato adattato con successo anche come braccetto centrale in una difesa a tre durante l’emergenza infortuni della scorsa stagione.

Nel sistema di Corradi potrebbe quindi trovare una collocazione naturale davanti alla difesa, con compiti di protezione e di prima costruzione, lasciando alle mezzali maggiore libertà di inserimento.

Stefano Fiore, pur non essendo un calciatore ma il collaboratore tecnico scelto da Corradi, aiuta invece a delineare il profilo di trequartista che il progetto potrebbe valorizzare: un giocatore di qualità e visione, chiamato a collegare centrocampo e attacco nell’eventuale 4-3-1-2.

I profili nel reparto offensivo

In attacco, Lorenzo Insigne rappresenta il colpo più rappresentativo del mercato blucerchiato. Lo stesso Corradi lo ha indicato come un giocatore che, al di là del ruolo specifico, “per ora lo vedo bene”. L’ex capitano del Napoli potrebbe quindi agire sia da esterno offensivo nel tridente sia in posizione più centrale alle spalle della punta, sfruttando la propria capacità di rifinire negli spazi stretti.

Sul fronte dei nuovi arrivi, il tecnico ha mostrato interesse per profili fisici ma tecnicamente puliti da schierare nel reparto avanzato. Parlando di Lauritsen, lo ha descritto come un giocatore “alto ma pulito tecnicamente, bravo in area”, caratteristiche che, secondo la sua valutazione, si sposano con l’idea di attaccare la profondità e sfruttare la superiorità numerica in area.

Completano il reparto offensivo giocatori come Tjas Begić, riscattato a titolo definitivo dopo il buon impatto della scorsa stagione, Massimo Coda, centravanti d’esperienza e con fiuto del gol, Gennaro Tutino, Estanis Pedrola e Daniel Sinani. Un gruppo che garantisce diverse soluzioni, sia per il tridente sia per la coppia d’attacco del 4-3-1-2.

A centrocampo, oltre ad Abildgaard, Salvatore Esposito e Francesco Conti, quest’ultimo reduce da un infortunio al ginocchio, offrono qualità di palleggio utile alla costruzione dal basso voluta dal tecnico. Sugli esterni, invece, Manuel Cicconi, Antonio Di Pardo e Fabio Depaoli possono garantire l’ampiezza necessaria a un sistema che vuole occupare tutto il fronte offensivo.

17 Agosto 2026

Alessandro De Brasi

CLASSIFICA

ANALISI & TATTICA

ESCLUSIVE