Negli ultimi anni i diritti TV Serie B all’estero sono diventati il vero terreno di costruzione del valore mediatico della cadetteria. Mentre il mercato domestico ha registrato un ridimensionamento del contratto con DAZN nel ciclo 2024-2027, la Lega Serie B ha scelto una strada diversa per crescere: espandere la presenza internazionale, costruire un canale proprio e diversificare i punti di accesso al campionato. È una strategia che racconta come una lega di medio profilo possa trovare margine fuori dai propri confini.
Il salto internazionale: dai 56 Paesi a oltre 150
Nel triennio 2021-2024 la Serie B veniva trasmessa in 56 Paesi. Era già un dato in crescita rispetto al passato, ma restava un perimetro contenuto. Con il nuovo ciclo 2024-2027 la Lega ha cambiato passo. Oggi la Serie BKT raggiunge oltre 150 Paesi nel mondo grazie all’accordo pluriennale con OneFootball TV, che distribuisce il segnale di LaB Channel su mobile, web e Smart TV.
LaB Channel è il canale ufficiale della Lega, lanciato nel dicembre 2024. Trasmette in diretta tutte e dieci le partite di ogni giornata, oltre agli highlights e ai contenuti di servizio. È la spina dorsale dell’intera operazione internazionale: per la prima volta la Lega gestisce in autonomia un prodotto editoriale finito, da vendere o distribuire direttamente al consumatore.

I modelli di distribuzione: broadcaster locali e D2C
La strategia internazionale poggia su due binari paralleli. In 32 Paesi la Lega B vende tre partite live a weekend a broadcaster locali, che trasmettono il prodotto in lingua nazionale. È il modello tradizionale, basato su accordi con emittenti che integrano la Serie B nelle proprie offerte sportive. In questi mercati, OneFootball TV offre poi la possibilità di acquistare un MatchDay Pass a 7,99 euro per vedere gli altri sette incontri di ogni giornata.
Nei Paesi non coperti dai broadcaster, la distribuzione è interamente affidata al canale proprietario. Qui si applica il Season Ticket a 69,99 euro per l’intera stagione, oppure un 30 Days Pass mensile. È il modello Direct-to-Consumer, lo stesso che leghe più grandi stanno sperimentando per ridurre la dipendenza dagli intermediari televisivi.
A gennaio 2026 si è aggiunto un terzo canale. LaB Channel è entrato nell’offerta di Prime Video in dieci Paesi europei: Spagna, Germania, Austria, Francia, Inghilterra, Scozia, Galles, Irlanda del Nord, Andorra e Principato di Monaco. È un passaggio significativo, perché aggancia la Serie B a una delle piattaforme con maggiore penetrazione in Europa.
Perché la Serie B punta sull’estero
La scelta nasce da un calcolo preciso. Il mercato dei diritti televisivi domestici si è contratto, anche per il dirottamento dei budget dei broadcaster sulle grandi competizioni internazionali. Per una lega di media dimensione, lavorare sul mercato interno significa accettare un tetto naturale ai ricavi. L’estero, invece, è un terreno meno saturato.
La concorrenza è asimmetrica. La Serie A vale circa 250 milioni di euro a stagione dai diritti esteri ed è distribuita in 200 Paesi tramite Infront. Le cifre della Serie B all’estero non sono rese pubbliche dalla Lega, ma restano una quota marginale del fatturato aggregato. Il punto, però, non è competere con la Serie A: è costruire un asset di lungo periodo. La Serie B sta accumulando ore di trasmissione, audience certificata e dati di utilizzo che fra qualche anno potranno valere ben più della cifra incassata oggi.
C’è poi un effetto di brand. Il calcio cadetto italiano ha piazze storiche, derby riconoscibili, una narrazione fatta di promozioni e ritorni in Serie A che funziona anche su pubblici stranieri. Esportare il prodotto significa anche esportare l’identità di queste città.
In questo senso, i diritti TV Serie B all’estero non sono solo una voce di ricavo. Sono il modo in cui la cadetteria sta costruendo, lentamente, il proprio spazio nel calcio globalizzato.
FAQ
In quanti Paesi si vede la Serie B oggi?
Oltre 150 nel mondo. La distribuzione passa attraverso LaB Channel, il canale ufficiale della Lega, veicolato in modo capillare da OneFootball TV. In 32 Paesi ci sono anche broadcaster locali che trasmettono tre partite live a weekend in lingua nazionale.
