Capire l’indice di liquidità Serie B significa entrare nel cuore dei controlli economico-finanziari della FIGC. Da gennaio 2026 al suo fianco è arrivato un secondo parametro decisivo, il Costo del Lavoro Allargato. Insieme disegnano oggi il perimetro entro cui un club di cadetteria può muoversi: in mercato, in bilancio, perfino nella semplice partecipazione al campionato. Sono due strumenti diversi, con funzioni distinte, e per leggere la sostenibilità di una società di B vanno conosciuti entrambi.
Cos’è l’indice di liquidità e come si calcola
L’indice di liquidità è disciplinato dall’articolo 85 delle Norme Organizzative Interne della FIGC. Si ottiene dal rapporto tra le Attività Correnti e le Passività Correnti di una società. Al numeratore stanno le disponibilità liquide e i crediti esigibili entro dodici mesi. Al denominatore i debiti scadenti nello stesso arco di tempo.
L’idea è semplice: misurare la capacità del club di onorare gli impegni a breve con le risorse effettivamente disponibili. Più il rapporto è alto, più la società è considerata in equilibrio. Più scende sotto la soglia minima, più si avvicina alla carenza finanziaria.
Per la stagione 2026/27, il Manuale delle Licenze Nazionali ha fissato la soglia minima dell’indicatore di liquidità per la Serie B a 0,8. La verifica si basa sulla situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo, da depositare entro il 1° giugno.
Cos’è il CLA e perché ha cambiato il quadro
Il Costo del Lavoro Allargato è il rapporto tra il costo complessivo della struttura sportiva e i ricavi della società. Nel numeratore rientrano stipendi di calciatori e allenatori, ammortamenti dei diritti pluriennali alle prestazioni e compensi agli agenti sportivi. Al denominatore vanno i ricavi tipici della gestione caratteristica.
Dal mercato estivo 2026 la soglia massima del CLA è 0,7. Per favorire i vivai, alcuni costi relativi ai calciatori italiani Under 23 vengono esclusi dal calcolo. Il CLA è entrato in piena operatività nel quadro della riforma voluta dalla precedente presidenza FIGC, che ha spostato il baricentro dei controlli dalla liquidità di breve al peso strutturale degli ingaggi.
Funzioni diverse, sanzioni diverse
I due parametri non si sovrappongono. L’indice di liquidità incide soprattutto sull’iscrizione ai campionati e sulla licenza nazionale. Una carenza finanziaria deve essere ripianata, di norma con aumento di capitale, versamenti soci o garanzie. Il mancato rispetto delle scadenze costituisce illecito disciplinare. Per la 2026/27 il Manuale prevede la penalizzazione di un punto in classifica per chi non deposita entro il 1° giugno. Nei casi più gravi si arriva alla mancata iscrizione.
Il CLA agisce invece sul mercato in entrata. Chi supera la soglia non si vede vietare in modo assoluto gli acquisti, ma può operare solo a saldo zero: ogni nuovo costo deve essere bilanciato da cessioni, riduzioni di ingaggio o risoluzioni. Se l’indicatore peggiora alla verifica successiva, il blocco può estendersi alla sessione seguente.

Perché in Serie B contano
In cadetteria la stretta è più sensibile che altrove. I ricavi medi sono inferiori, la dipendenza dai contributi dei soci più alta, le riserve patrimoniali meno solide. Una società di B che fatica sull’indice di liquidità rischia direttamente l’iscrizione. Una che sfora sul CLA si ritrova a costruire la rosa con il bilancino, in un campionato dove la differenza fra una salvezza e una stagione complicata si misura in poche operazioni mirate.
I due parametri, oggi, raccontano la stessa cosa da angolazioni diverse: la sostenibilità è il vero perimetro dentro cui si gioca la Serie B.
