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Bari, il punto su un’estate che vale tutto

Costo retrocessione serie B

La retrocessione del Bari in Serie C ha cambiato i piano del club. Ridefinendo il valore, le prospettive per gli investitori, il tempo che resta alla famiglia De Laurentiis per trovare una soluzione. E la soluzione, in questa fase, non è tecnica, è prima di tutto societaria.

Come ci si è arrivati

Tutto è iniziato nell’estate del 2023, dopo la finale playoff persa contro il Cagliari: il Bari era a pochi secondi dalla Serie A, poi è iniziato un lento ma costante scivolamento. La stagione 2025/26 ha visto alternarsi Fabio Caserta e Vincenzo Vivarini sulla panchina, con il cambio del direttore sportivo Magalini a gennaio, esonerato insieme a Vivarini dopo la sconfitta interna con la Juve Stabia. Non è bastato. Ai play-out contro il Sudtirol, 0-0 all’andata davanti a 28mila spettatori al San Nicola, 0-0 al ritorno a Bolzano.

Bari

La frattura con la città Bari

Il presidente Luigi De Laurentiis ha lasciato la tribuna subito dopo il triplice fischio del ritorno. Un gesto che dice molto. Il rapporto con la piazza si è deteriorato progressivamente, e la retrocessione ha precipitato una tensione già alta. Il sindaco Leccese ha scritto formalmente a De Laurentiis chiedendo un incontro urgente e un progetto serio, indicando la cessione come la strada maestra.

L’ex attaccante Antonio Cassano, barese di nascita, non ha usato mezzi termini nel commentare l’epilogo. Il j’accuse dell’ex dirigente Florio parla di frattura insanabile e gestione sbagliata.

Il nodo multiproprietà e la cessione

Al centro di tutto c’è il vincolo federale: la famiglia De Laurentiis controlla sia il Napoli sia il Bari, e le norme FIGC impongono la cessione di uno dei due club entro giugno 2028, pena la perdita del titolo sportivo. La retrocessione complica l’operazione: un club di Serie C vale inevitabilmente meno, e le trattative con i gruppi stranieri, due americani e uno canadese che avevano manifestato interesse, diventano più delicate. Il valore del club, stimato intorno ai 60 milioni di euro, rischia di subire una revisione al ribasso.

All’interno della famiglia, le posizioni sarebbero divise. Luigi De Laurentiis incline a proseguire, Aurelio più orientato alla cessione. Nel frattempo, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe bussato alla porta anche Massimo Ferrero, ma la trattativa, non ci sarà.

Cosa succede in casa Bari

Il Bari dovrà iscriversi al campionato di Serie C entro il 9 giugno, a meno che una società non riesca a completare l’iscrizione a un campionato superiore. Il San Nicola, intanto, è disponibile, con il sindaco che ha confermato la propria firma sull’atto di disponibilità dello stadio. Resta però aperta la domanda centrale: con quale progetto, con quale proprietà e con quale prospettiva i biancorossi ripartiranno dalla terza serie?

C’è poi un altro fronte che aiuta a spiegare, almeno in parte, l’assenza di annunci ufficiali in casa biancorossa in questi giorni: il Bari sta osservando con attenzione la situazione della Juve Stabia, che rischia concretamente di non riuscire a iscriversi al prossimo campionato di Serie B. Il club campano è da mesi sotto amministrazione giudiziaria, con le quote societarie sequestrate l’8 maggio alla Stabia Capital Srl, ma la FIGC non concederà proroghe.

Il termine per l’iscrizione alla Serie B 2026/27 è fissato al 16 giugno. Nell’udienza del 3 giugno del Tribunale di Napoli, non è emerso un risvolto definitivo. Il Tribunale ha rinviato tutto al 10 giugno, fissando prima un altro snodo: entro le 23:59 dell’8 giugno dovrà essere perfezionata la ricapitalizzazione richiesta al soggetto che, sul piano giuridico, risulta ancora titolare delle quote. Intanto è stato deliberato un aumento di capitale fino a 6,901 milioni di euro, ritenuto necessario per rispettare i parametri FIGC utili all’iscrizione al prossimo campionato di Serie B.

Sullo sfondo restano anche le manifestazioni d’interesse presentate da Domus Srl e Swiss Gulf Holding. Per il Bari questo significa che, almeno per ora, non c’è ancora uno scenario aperto in modo definitivo, ma una vicenda da seguire giorno per giorno. Se la Juve Stabia riuscirà a mettere in sicurezza assetto societario e adempimenti entro la scadenza federale del 16 giugno, il quadro resterà chiuso. Se invece il percorso dovesse incepparsi, per i biancorossi potrebbe prendere corpo l’ipotesi di riammissione in Serie B.

5 Giugno 2026

Marco Della Pietra

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