Il turno preliminare dei playoff di Serie B 2025/26 metteva di fronte due squadre del Sud Italia in una sfida secca ad alta intensità. Il Catanzaro partiva con il vantaggio del miglior piazzamento in regular season: in caso di parità dopo i supplementari sarebbero stati comunque i giallorossi a qualificarsi. L’Avellino, quindi, era obbligato a vincere. Entriamo nel dettaglio dell’analisi tattica di Catanzaro-Avellino.
I due volti di Catanzaro-Avellino
Nei primi quaranta minuti regna l’equilibrio, in una gara molto attenta tatticamente. Il Catanzaro gestisce il possesso con la solita circolazione rapida, cercando spazi grazie agli inserimenti di Liberali e Alesi e alla spinta degli esterni Favasuli e Di Francesco. L’Avellino risponde con ordine: difesa compatta, centrocampo ben organizzato attorno a Palmiero e Palumbo incaricato di collegare le transizioni offensive.
La partita si sblocca al 41’: Petriccione serve in profondità Pontisso, che arriva al limite dell’area e batte Iannarilli con un destro rasoterra a giro. Un gol pesante, che porta il Catanzaro avanti all’intervallo e obbliga l’Avellino a segnare due reti nella ripresa.
Nel secondo tempo la gara cambia completamente. Con gli irpini costretti ad alzare il baricentro, il Catanzaro trova più spazi e gestisce meglio le transizioni. Aquilani non modifica l’assetto della squadra e si affida ai meccanismi consolidati durante la stagione.
L’Avellino perde progressivamente compattezza e i giallorossi ne approfittano. All’83’ arriva il 2-0: Cassandro apre per Favasuli sulla destra, l’esterno supera D’Andrea e serve nuovamente Cassandro a rimorchio, che conclude sotto la traversa con una potente conclusione. Il definitivo 3-0 arriva al 93’ con il rigore trasformato da Iemmello.

Le chiavi tattiche di Catanzaro-Avellino
La prima chiave tattica è il 3-4-2-1 di Aquilani, costruito sull’ampiezza garantita dagli esterni. Favasuli e Di Francesco danno continuità alla manovra offensiva e il secondo gol nasce proprio da uno sviluppo sulla fascia destra.
Importante anche il lavoro tra le linee di Liberali e Alesi, fondamentali nel creare superiorità numerica e nel supportare Pittarello.
La seconda chiave è il peso del gol di Pontisso a fine primo tempo. Fino a quel momento l’Avellino aveva retto bene tatticamente, ma la rete del vantaggio ha cambiato l’inerzia della gara, costringendo Ballardini a scoprirsi nella ripresa.
Infine, decisiva la gestione delle transizioni da parte del Catanzaro. Con l’Avellino più offensivo, i giallorossi hanno sfruttato gli spazi in profondità con grande efficacia, mostrando maturità tattica e capacità di adattarsi ai diversi momenti della partita.
