Nell’ultima giornata del campionato di Serie B si affrontano Pescara e Spezia: entrambe sono obbligate a vincere e a sperare in risultati favorevoli dagli altri campi per evitare la retrocessione diretta in Lega Pro. Analizziamo nel dettaglio gli aspetti tattici del match tra Pescara e Spezia.
Le scelte iniziali di Pescara-Spezia
Il Pescara di Gorgone si schiera con un 4-3-2-1: Saio in porta; linea difensiva composta da Faraoni, Capellini, Bettella e Letizia; a centrocampo Acampora, Brugman e Valzania; sulla trequarti Olzer e Insigne a supporto dell’unica punta Di Nardo.
Lo Spezia di D’Angelo risponde con un 3-5-2: Mascardi tra i pali; terzetto difensivo formato da Mateju, Hristov e Bonfanti; sugli esterni Adamo e Beruatto, con Romano in cabina di regia e Valoti e Comotto mezzali. In attacco la coppia Lapadula-Di Serio.
I piani gara di Pescara-Spezia
Gorgone prepara una squadra aggressiva e proiettata in avanti, consapevole che soltanto la vittoria può mantenere vive le speranze salvezza. Il pressing alto nei primi minuti costringe lo Spezia a faticare nella costruzione dal basso e, al 10’, arriva il vantaggio biancazzurro: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Faraoni trova la rete infilando il pallone tra le gambe di Mascardi.
Lo Spezia, invece, punta maggiormente su compattezza ed equilibrio difensivo, cercando di sfruttare le transizioni offensive per colpire un avversario inevitabilmente sbilanciato. Il 3-5-2 garantisce solidità nella fase di non possesso, con i cinque centrocampisti impegnati a chiudere le linee di passaggio e limitare gli spazi centrali.

La svolta tattica dalla panchina
La ripresa cambia volto soprattutto grazie alle mosse di D’Angelo. Dopo l’intervallo entrano Sernicola e Artistico, che aumentano intensità e qualità della manovra spezzina. Al 51’ Sernicola trova anche il gol, annullato però per fuorigioco, episodio che rinvia soltanto il pareggio ligure.
Al 73’ arriva infatti l’1-1: Artistico, servito da Lapadula, deposita in rete approfittando di una disattenzione difensiva del Pescara. Per l’attaccante si tratta della tredicesima rete stagionale. I cambi effettuati da D’Angelo confermano ancora una volta quanto la panchina dello Spezia abbia inciso sull’inerzia della partita, a differenza del Pescara, che non è riuscito a trovare alternative efficaci nel corso del match.
Il fattore psicologico: il peso degli altri campi
In partite di questo tipo, anche l’aspetto psicologico assume un’importanza determinante. Con il passare dei minuti, infatti, la concentrazione di entrambe le squadre viene inevitabilmente influenzata dalle notizie provenienti dagli altri campi.
Quando da Catanzaro arriva la notizia del 3-1 del Bari, cala il gelo sullo stadio Adriatico: a quel punto, qualsiasi risultato avrebbe comunque condannato sia il Pescara sia lo Spezia alla retrocessione in Lega Pro. Il ritmo della gara si abbassa sensibilmente e la tensione lascia spazio alla consapevolezza di un epilogo ormai inevitabile.
