DentrolaB non racconta la Serie B. La analizza. La interpreta. La contestualizza. Dentro il campo. Oltre i 90 minuti

Dentro i giovani della Serie B: Antonio Prisco

Per questa puntata della nostra rubrica “Dentro i giovani della Serie B” il focus è su Antonio Prisco. Centrocampista del Benevento, classe 2004, è uno dei prodotti più interessanti del settore giovanile giallorosso.

Dopo aver contribuito alla promozione della Strega, sta vivendo la sua prima stagione in Serie B e ha già trovato il primo gol in cadetteria, una conclusione dalla distanza che ha deciso la trasferta contro la Carrarese.

Il percorso di Antonio Prisco

Prisco muove i primi passi nell’ASD Calcio Azzurri, prima di entrare nel settore giovanile del Benevento. Con la formazione sannita completa il proprio percorso di crescita, passando dall’Under 17 alla Primavera e diventando progressivamente il riferimento del centrocampo.

Nelle stagioni 2021/22 e 2022/23 raccoglie complessivamente 42 presenze e cinque reti nel campionato Primavera 2. Numeri ai quali affianca anche alcune convocazioni con la prima squadra, senza però riuscire a esordire in Serie B. Per acquisire esperienza tra i professionisti, nell’estate del 2023 firma il primo contratto e viene ceduto in prestito alla Recanatese.

Nelle Marche affronta la sua prima vera stagione nel calcio dei grandi, disputando 25 partite in Serie C. Il campionato si conclude con la retrocessione della Recanatese dopo i playout contro la Vis Pesaro, ma permette al centrocampista di confrontarsi con ritmi, duelli e responsabilità differenti rispetto al calcio giovanile.

Rientrato al Benevento nell’estate del 2024, Prisco conquista gradualmente un ruolo centrale. Nella prima stagione dopo il prestito disputa oltre trenta partite, diventando uno dei giovani maggiormente utilizzati della rosa. Nell’ottobre 2025 arriva anche il prolungamento del contratto fino al 2027, con rinnovo automatico per la stagione successiva: un segnale della fiducia riposta in lui dalla società. 

La definitiva consacrazione arriva nel campionato 2025/26. Prisco colleziona 33 presenze e realizza due gol, contribuendo alla cavalcata che riporta il Benevento in Serie B con quattro giornate d’anticipo. Tra le reti spicca la spettacolare rovesciata realizzata contro l’Altamura, gesto tecnico insolito per un mediano e diventato una delle immagini più rappresentative della sua stagione.

Il ritorno in cadetteria non modifica le gerarchie. Prisco parte titolare nelle prime tre giornate, prima dell’espulsione rimediata sul campo dell’Ascoli e del conseguente turno di squalifica. Rientra contro la Carrarese partendo dalla panchina e, pochi minuti dopo il suo ingresso, trova il gol decisivo, controllo al limite dell’area, pallone spostato sul destro e conclusione che colpisce entrambi i pali prima di terminare in rete.

Una giocata che ha regalato al Benevento la seconda vittoria consecutiva e a Prisco il primo gol in Serie B. Un momento definito dallo stesso centrocampista come una liberazione, soprattutto dopo l’errore commesso nella precedente trasferta di Ascoli. 

Le qualità tecniche

Prisco è un centrocampista di 175 centimetri, destro naturale, impiegato prevalentemente davanti alla difesa. Può giocare come vertice basso in un centrocampo a tre oppure all’interno di una mediana a due, posizione dalla quale riesce a partecipare sia alla costruzione sia alla fase di recupero.

La sua qualità principale è la gestione del pallone. Prisco è un regista che ama farsi trovare dai difensori, dettare i tempi della manovra e indirizzare il possesso verso il lato più favorevole. Non si limita al passaggio semplice, ma cerca con frequenza la verticalizzazione per superare la prima pressione e collegare il centrocampo al reparto offensivo.

Possiede un piede educato e una buona sensibilità nel gioco lungo. È capace di cambiare rapidamente il fronte dell’azione, servire gli esterni e trovare direttamente gli attaccanti alle spalle della linea avversaria. Una caratteristica importante per una squadra come il Benevento, che cerca di costruire dal basso e mantenere il controllo della partita attraverso il possesso.

Alla qualità tecnica aggiunge una buona capacità di lettura. Prisco non è un mediano che basa il proprio gioco esclusivamente sull’aggressività, preferisce anticipare la giocata, occupare correttamente lo spazio e intercettare le linee di passaggio. La conoscenza del sistema di gioco e il legame costruito negli anni con l’ambiente giallorosso gli consentono inoltre di assumersi responsabilità nella gestione della squadra.

Il gol contro la Carrarese ha evidenziato anche una qualità rimasta spesso in secondo piano. Prisco possiede una conclusione dalla distanza precisa e potente, ma non sempre riesce a trovare lo spazio per utilizzarla. Le due reti segnate nella stagione della promozione, alle quali si aggiungono quelle realizzate in Coppa Italia e in Serie B, indicano una crescita nella capacità di accompagnare l’azione e incidere nella metà campo avversaria.

A distinguerlo è soprattutto la personalità. Dopo l’espulsione di Ascoli avrebbe potuto risentire dell’errore e perdere posizioni nelle gerarchie. Al contrario, al ritorno dalla squalifica ha risposto con il gol che ha deciso una trasferta complicata. Una reazione significativa per un ragazzo alla prima esperienza nel campionato cadetto.

I punti su cui deve lavorare

Il primo aspetto riguarda la gestione dell’aggressività, l’espulsione già citata contro l’Ascoli è arrivata per doppia ammonizione già nel primo tempo, che ha condizionato pesantemente la gara del Benevento. Nel ruolo di mediano è inevitabile affrontare numerosi duelli, ma Prisco deve imparare a riconoscere i momenti nei quali intervenire e quelli nei quali accompagnare l’avversario senza esporsi al rischio di un cartellino.

Il secondo punto è legato alla continuità nella fase difensiva. La Serie B presenta centrocampisti più strutturati e squadre capaci di attaccare rapidamente lo spazio alle spalle della pressione. Prisco dovrà aumentare ulteriormente l’intensità nei contrasti e la velocità nelle transizioni negative, sfruttando soprattutto senso della posizione e rapidità di lettura per compensare una struttura fisica non dominante.

Esistono poi margini di crescita nella gestione del rischio. La ricerca della verticalizzazione è una delle sue qualità migliori, ma nella zona centrale una scelta sbagliata può esporre la squadra a una ripartenza immediata. Imparare ad alternare maggiormente la giocata ambiziosa al possesso conservativo rappresenta uno dei passaggi necessari per diventare un regista completo.

Prisco

30 Settembre 2026

Marco Della Pietra

CLASSIFICA

ANALISI & TATTICA

ESCLUSIVE